Qualche ora di pioggia battente, a scrosci violenti e improvvisi, e mezza Genova va sott’acqua. Preludio di autunno, in questa bizzarra fine d’estate. Un allarme che, alla luce dell’alluvione dell’ottobre 2014, raccomanda interventi tempestivi e radicali. Temporali in Liguria – in particolare a Levante – erano stati annunciati dalla Protezione Civile ma con una tempistica rivelatasi errata. Il primo allerta di livello 1 (il più basso) era stato diramato dalle ore 19 di domenica al mezzogiorno di lunedì scorso. La furia dell’acqua piovuta dal cielo si è invece scatenata su Genova nel primo pomeriggio di lunedì causando allagamenti soprattutto in Valpolcevera, flagellata da una media fra i 40 e 100 millimetri di pioggia in appena quattro ore, fra le 12 e le 17.

La Protezione Civile, imbeccata dall’Arpal, ha diramato un secondo avviso di allerta meteo, ancora di livello 1, fra le 18 di lunedì e il mezzogiorno di martedì. Ma i danni grossi erano già stati fatti. Allagamenti di strade e piazze, sottopassaggi e scantinati finiti sott’acqua a causa delle caditoie intasate dalle foglie degli alberi. Mentre nell’estremo levante della regione si contavano i danni provocati nelle giornata di lunedì dalla pioggia battente (127 mm caduti a Framura e addirittura 191 a Levanto) si innescavano le consuete polemiche. Gli esperti segnalavano che il quadro meteorologico registrato aveva riprodotto, fortunatamente per un periodo di tempo limitato, l’identico schema che aveva provocato i disastri più gravi. Correnti calde esalate dal mare molto all’incontro con venti più freschi provenienti da Nord e da Sud Est (Tramontana e Scirocco) avevano scatenato cellule temporalesche molto vigorose. Facendo gli scongiuri, cosa accadrà se l’identica situazione dovesse ripetersi in termini più violenti e prolungati nel periodo autunnale?

Il governatore Giovanni Toti ha provato a smorzare i toni e a Il Lavoro – Repubblica ha dichiarato: “Sono abbastanza soddisfatto di come ha risposto il sistema regionale. Non era facile intervenire in una situazione di piena stagione estiva e balneare. Ha funzionato tutto bene, senza allarmismi inutili, senza facilonerie e senza sottovalutazione dei rischi”. Le centinaia di telefonate allarmate giunte ai Vigili del fuoco, ai centralini di giornali e tv private raccontano una storia diversa. Col leit motiv di tutte le emergenze maltempo: “I tombini non vengono ripuliti, le strade sono abbandonate e non vengono effettuati gli interventi necessari di manutenzione. Così rischiamo l’ennesimo disastro”.

Dal quartiere della Foce erano già giunte le proteste dei residenti che lamentavano il disinteresse dei pubblici poteri e avevano ripulito da sé le caditoie intasate. L’assessore genovese, Gianni Crivello, ha ricordato che erano stati stanziati 800mila euro per la manutenzione straordinaria delle caditoie (ce ne sono 77mila a Genova) e che i lavori sono stati programmati in accordo con i vari Municipi a seconda delle necessità. L’Amiu impiega 21 addetti e 17 automezzi per effettuare questi interventi che dovrebbero anticipare gli eventi, non inseguirli. I torrenti e i rivi che attraversano la città sono spesso ingombri di vegetazione e di detriti. L’autunno è alle porte ed è urgente intervenire.

La Regione, con l’assessore alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, ha annunciato una rivoluzione nel sistema di allarme-meteorologico. Sarà l’Arpal a decidere se e quando diramare l’allerta meteo e non più la Protezione Civile regionale, come è avvenuto finora. Formalmente gli avvisi saranno firmati dal funzionario della Protezione Civile, ma la decisione “politica” sarà dell’Arpal che stabilità anche il livello dell’allerta. L’obiettivo è semplificare e accelerare le procedure ed evitare il problema verificatosi durante l’ultima alluvione, con il rimpallo delle responsabilità fra un ufficio e l’altro. E la conseguente inchiesta della magistratura che vede indagate per disastro e omicidio colposi l’allora assessore alla protezione civile, Raffaella Paita e la direttrice del Dipartimento Ambiente della regione, Gabriella Minervini.

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