A poche ore dall’annuncio di dimissioni del premier Alexis Tsipras, l’ala radicale di Syriza annuncia di essere pronta a fondare un nuovo partito.  Lo scrive la Bbc online citando i media greci: il nuovo partito si chiamerà Unità popolare (Leiki Anotita), e sarà composto da almeno 25 deputati “ribelli”, risultando dunque la terza forza della Camera greca. Il leader sarà l’ex ministro dell’energia Panagiotis Lafazanis. Contrariamente alle attese, invece, non farà parte del nuovo partito Yanis Varoufakis, l’ex ministro delle Finanze entrato in rotta di collisione con Tsipras subito dopo il referendum del 5 luglio scorso. Al nuovo partito di dissidenti non aderirà neanche la presidente del Parlamento Zoe Kostantopulou.

“La piattaforma di sinistra contribuirà alla formazione di un ampio fronte progressista, democratico e antimemorandum che parteciperà alle elezioni per imporre la cancellazione degli accordi” coi creditori, si spiega in un comunicato. Questa fazione, che punta al ritorno della dracma come moneta nazionale e ha criticato duramente i negoziati di Tsipras, rappresenta meno del 30% dei membri di Syriza. La rottura da parte dell’ala sinistra di Syriza era nell’aria sin da quando una parte del partito si è ribellata in luglio all’intesa raggiunta a Bruxelles con i creditori internazionali.

Appena ieri Tsipras aveva annunciato in diretta televisiva le sue dimissioni per andare ad elezioni anticipate entro il 20 settembre. E in un passo del suo discorso, il premier aveva fatto cenno, senza citarli direttamente, gli oppositori interni a Syriza. “Voi ci giudicherete – aveva detto Tsipras rivolgendesi agli elettori – così come giudicherete quelli che hanno proposto il ritorno alla dracma o che hanno continuato a servire il vecchio sistema”. Ma io “ho la coscienza a posto, in questi mesi ho combattuto per il mio popolo”.

Il presidente del partito conservatore greco Nuova Democrazia, Vangelis Meimarakis, ha ricevuto oggi il mandato di formare un governo dal presidente della repubblica Prokopis Pavlópulos. Se Meimarakis non riuscisse a creare un esecutivo, come gli analisti prevedono, il mandato esplorativo passerà alla terza forza, che invece del partito neonazista Alba Dorata potrebbe essere proprio la neonata Unità popolare. “E’ ovvio che ci daranno il terzo mandato esplorativo, esauriremo tutte le opportunità per illustrare il potenziale dell’abolizione del memorandum”, ha detto alla rete televisiva Megachannel uno dei 25 deputati, Kostas Isichos, riferendosi all’intesa con i creditori internazionali.