Oscar Pistorius resta in cella. La decisione di scarcerarlo venerdì 21 agosto è stata sospesa in vista di una revisione da parte della Commissione per la libertà condizionale. A riportare la notizia è stata la locale Talk Radio 702. 

Ieri Michael Masutha, ministro della Giustizia sudafricano, aveva già fatto sapere che stava ottenendo una consulenza legale sul diritto di trasferirlo ai domiciliari. E oggi, in una nota citata dalla testata sudafricana eNCA, Masutha ha detto che la decisione sul rilascio è stata presa prematuramente e “senza alcuna base legale”. Un rilascio non legalmente sensato, aveva sottolineato il ministro, costituirebbe un precedente negativo da evitare.

L’atleta paralimpico era stato condannato a cinque anni per aver ucciso la fidanzata, Reeva Steenkamp, il giorno di san Valentino del 2013. Secondo il giudice Thokozile Masipa si trattava di omicidio colposo: la condanna si basava sulla “negligenza dell’accusato. ll tribunale di Pretoria aveva stabilito che lo sprinter avrebbe dovuto scontare in carcere almeno 10 mesi, cioè un sesto della pena. Per buona condotta era stata data, la settimana scorsa, la notizia della scarcerazione di Pistorius per buona condotta. In libertà vigilata il corridore, da quanto emerso, dovrebbe essere affidato ai servizi sociali e vivere agli arresti domiciliari in casa dello zio, nel sobborgo di Waterkloof a Pretoria.

L’emittente eNCA aggiunge che il ministero ha ricevuto lunedì una petizione contro la liberazione dell’atleta inviata dal Progressive women’s’ movement of South Africa (Pwmsa). Il gruppo ha chiesto al ministro Masutha di non approvare il rilascio di Pistorius proprio durante il mese delle donne.