Quattro scafisti arrestati in Sicilia e indagati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Un tunisino e tre egiziani sono stati individuati dalle forze dell’ordine e sono accusati di aver portato sulle coste italiane centinaia di migranti nelle scorse ore. Intanto in mattinata è arrivata nel porto di Catania la nave novegese ‘Siem Pilot’ con a bordo le salme dei 49 immigrati morti soffocati nella stiva di un barcone e i 312 superstiti che il giorno di Ferragosto erano stati soccorsi dalla Marina Militare. Sull’unità norvegese, che partecipa alle operazioni dell’agenzia europea Frontex, si trovano anche altri 104 profughi che erano stati soccorsi da un pattugliatore tedesco del dispositivo ‘Triton’ e poi trasbordati per essere condotti in Sicilia. 

I tre scafisti egiziani sono stati fermati in seguito allo sbarco avvenuto il 16 agosto nel porto commerciale di Augusta di 424 migranti. Il tunisino 24enne è invece accusato di essere stato alla guida del barcone fatiscente, con a bordo 203 migranti, salpato dalla Libia e arrivato in Italia il 15 agosto. “Non è stato semplice procedere all’individuazione dello scafista tunisino in quanto si era messo in mezzo ad un folto gruppo di marocchini fingendosi della medesima nazionalità”, ha spiegato il dirigente della squadra mobile di Ragusa Antonino Ciavola. I militari hanno interrogato uno per uno i migranti, che oltre a descrivere le modalità del viaggio, hanno prima rivelato la nazionalità dello scafista, poi lo hanno identificato in foto. Il 24enne una volta scoperto, ha confessato la sua identità e spiegato che i 2000 dollari pattuiti sarebbero stati destinati a sua madre per aiutare la famiglia in Tunisia, “per altro elemento che ricorre in tutti gli indagati che confessano a prescindere dal reato commesso”, aggiunge Ciavola. Dopo gli accertamenti da parte della polizia giudiziaria, lo scafista è stato portato in carcere. I testimoni, in attesa della loro partecipazione al processo, sono stati portati in strutture protette. Cento migranti sono stati smistati in diversi centri della penisola, mentre gli altri sono stati destinati al centro di primo soccorso di Pozzallo (Ragusa).

Le operazioni di soccorso da parte della nave Phoenix erano iniziate alle 9.30 del 15 agosto. Lo scafo imbarcava acqua ed era stata segnalata la presenza di una donna con difficoltà respiratorie. Considerato il sovraffollamento del barcone e le condizioni di navigabilità, si è proceduto al recupero dei 203 migranti: 72 erano di nazionalità marocchina, 58 del Bangladesh, 41 del Sudan, 11 della Siria, 9 della Libia, 4 dello Yemen, 3 del Mali e 3 del Pakistan.