Non sarà giustiziato l’autore della strage nel cinema Aurora in Colorado, James Holmes, ma passerà il resto della sua vita in carcere. Lo ha deciso la giuria del tribunale di Centennial dopo sei ore di camera di consiglio e una scelta che non è stata unanime. La difesa ha insistito molto sulla motivazione che avrebbe portato Holmes al compimento della strage. Motivazione da ricercare nella profonda forma di schizofrenia dell’imputato e non dettata dalla ricerca di fama, o dall’odio. L’ accusa aveva richiesto la condanna a morte tramite iniezione letale dipingendo l’omicida come un giovane metodico e spinto da un profondo senso di rabbia.

La giuria composta da nove donne e tre uomini ha raggiunto il verdetto dopo aver deliberato, in meno di un giorno. Holmes è stato dichiarato colpevole di oltre 160 capi d’accusa, su 163, lo stato del Colorado prevede la pene di morte in casi come questo ma i giurati devono essere tutti d’accordo e in questo caso non è accaduto. La condanna ha comunque respinto la tesi dell’ infermità mentale e il verdetto è stato: ergastolo a vita, senza la possibilità di uscire sulla parola. Decisive sono state le testimonianze dei familiari delle vittime, che hanno definito Holmes “un animale”.

Uccise 12 persone James Holmes e ne ferì altre 70 il 20 luglio 2012, durante la prima de “Il Cavaliere Oscuro. Il Ritorno” la rivisitazione del film di ‘Batman’ con protagonista un tormentato ‘Joker’, probabile ispirazione per l’omicida. Salito sul palco con una maschera antigas, e travestito come l’antagonista di ‘Batman’ in una sala ‘sold out’ con tutti i posti occupati, ha iniziato a lanciare lacrimogeni e a sparare sulla folla, accanendosi ferocemente su chi tentava di fuggire.

Sandy Philips, mamma della 24enne Jessica Ghawi, una delle ragazze uccise dall’ex studente di neuroscienze ora 27enne ha dicharato: “A me non interessa che non sia stato condannato a morte, ma so che altri saranno sconvolti”.