Sarà Pechino ad ospitare le Olimpiadi invernali del 2022. La capitale della Cina ha vinto la sfida con quella del Kazakistan, Almaty: la scelta arriva da Kuala Lumpur, in Malesia, dove erano riuniti gli 85 membri del Cio, Comitato olimpico internazionale. Pechino diventerà in questo modo l’unica città sede di un’Olimpiade estiva, nel 2008 e di una invernale.

La scelta della città che dovrà ospitare i giochi olimpici invernali è arrivata dopo una votazione a scrutinio segreto. Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, ha deciso di non votare, mentre era assente il membro più illustre, il presidente della Fifa Joseph Blatter. La votazione è stata effettuata due volte, prima tramite sistema elettronico e poi, dopo la scoperta che questo non stava funzionando, sulla carta.

Nonostante le preoccupazioni per la mancanza di neve naturale nelle montagne lontane dalla città e le proteste dei gruppi in difesa dei diritti umani, Pechino era la chiara favorita per la vittoria, dopo aver organizzato con successo le Olimpiadi estive del 2008. “Spero che con il sostegno di tutto il popolo continuerete a lavorare duramente per realizzare un’Olimpiade Invernale fantastica, straordinaria ed eccellente”, spiega il presidente cinese Xi Jinping, dopo l’annuncio che arriva dalla Malesia.

Centinaia di persone, nel frattempo stanno festeggiando l’annuncio nel Parco Olimpico di Pechino, nei pressi del Nido d’Uccello, lo stadio che ha ospitato le gare di atletica delle Olimpiadi del 2008. Criticano aspramente la scelta, invece, i rappresentanti dei gruppi in difesa dei diritti umani. Secondo Sophie Richardson di Human Rights Watch, “scegliendo di nuovo la Cina come ospite dei Giochi, il Cio ha sbattuto contro un altro grosso ostacolo, i diritti umani”. Dopo la vittoria della capitale cinese, quindi, l’Asia orientale si appresta ad organizzare tre Giochi consecutivi: Pyeongchang, in Corea del Sud ospiterà infatti i Giochi invernali 2018 e Tokyo le Olimpiadi estive 2020.

Almaty, invece, aveva chiesto ai membri del Cio di “resistere” alla tentazione di riassegnare un’edizione delle Olimpiadi alla Cina, spiegando, invece, che la scelta della città kazaka avrebbe portato un messaggio positivo al Mondo: cioè che anche i paesi più piccoli e in ascesa possono ospitare uno dei più grandi eventi sportivi del mondo. “Non siamo una scelta rischiosa“, aveva assicurato il primo ministro Karim Massimov. “Rappresentiamo – aveva aggiunto – l’occasione di dimostrare che anche le nazioni emergenti possono ospitare i Giochi”. La citta del Kazakistan aveva già provato a candidarsi nel 2006 e nel 2014,

I Giochi invernali giovanili del 2020, invece, sono stati assegnati a Losanna, in Svizzera, preferita alla romena Brasov.