“Prendiamo scopa e paletta e ripuliamo noi la città”: con queste parole Alessandro Gassmann è diventato ormai da 24 ore il simbolo della campagna virtuale anti-degrado che ha lanciato lui stesso ieri dal suo profilo Twitter. “Noi romani dovremmo metterci una maglietta con su scritto: Roma sono io – ha scritto l’attore dall’Uruguay, dove sta girando l’ultimo film di e con Rocco Papaleo, ‘Onda su Onda’ – Armiamoci di raccoglitore e busta per la mondezza e ripuliamo ognuno il proprio angoletto della città. Daremmo un esempio di civiltà a chi ci governa e a chi ci insulta, ne saremmo fieri ed obbligheremmo l’amministrazione a reagire. Roma è nostra. Basta lamentarsi, basta insulti, facciamo”.

L’hashtag #romasonoio è diventato subito popolarissimo e sui social network, soprattutto su Twitter, sono molte le foto postate per esprimere consenso all’iniziativa di Gassmann. Decine di foto di cassonetti stracolmi, buche sulla strada e sampietrini sconnessi hanno invaso il web, provando ad immortalare il degrado cittadino. Non manca chi fa notare che le tasse servono per avere servizi migliori in città. “Lavorasse chi deve lavorare – scrive un utente – sennò a casa. Io pago già per questo servizio”. “E’ vero che paghiamo le tasse – replica una ragazza – ma per ripartire serve una botta d’orgoglio”.

L’idea dell’attore era già messa in campo dal Re-Take, associazione di volontari che da qualche anno ripulisce gratuitamente il degrado della Capitale, finito nei giorni scorsi anche sulla prima pagina del New York Times. E la proposta anti-degrado ha trovato anche il consenso del sindaco della Capitale, Ignazio Marino: “Ringrazio chi ogni giorno si impegna per prendersi cura della città, come RetakeRoma, e apprezzo molto l’iniziativa lanciata da Alessandro Gassmann. È importante il contributo di tutti, cittadini e istituzioni: insieme dobbiamo amare Roma e rispettarla a partire dai piccoli, grandi, gesti quotidiani”, ha scritto Marino.