Un anno fa, il 17 luglio 2014, precipitava il volo MH17 della Malaysia Airlines partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur. A bordo c’erano 298 passeggeri, di cui 38 australiani e 193 olandesi. Nonostante gli sforzi di commissioni d’inchiesta internazionali è ancora da sciogliere il nodo su chi sia il colpevole dell’abbattimento del velivolo, la cui carcassa è stata ritrovata in pieno Dombass, a 40 chilometri dal confine con la Russia.

L’australiano News Corp, di proprietà di Rupert Murdoch, in collaborazione con il giornale di Sydney Daily Telegraph a un anno di distanza dalla tragedia pubblica un video in cui si vedono uomini armati che si recano sul luogo dove è stato abbattuto l’aereo. Il video sarebbe stato girato da separatisti filo russi di base a Donetsk recatisi sul posto per vedere “ciò che inizialmente pensavano essere un caccia dell’aviazione ucraina abbattuto con un missile terra-aria”, si legge nel pezzo del Daily Telegraph.

Già delle inchieste giornalistiche precedenti avevano attribuito ai separatisti filo russi la distruzione dell’aereo della Malaysian Airlaines. A gennaio, Il Fatto quotidiano aveva pubblicato in esclusiva per l’Italia l’inchiesta condotta dal centro di giornalismo investigativo tedesco Correct!v insieme al blog di inchiesta Bellingcat di Eliot Higghins in cui si afferma che il missile causa dell’incidente sarebbe stato sparato dalla 53esima brigata della contraerea russa, di stanza nella città di Kursk. In particolare, l’arma sarebbe stata sparata da un BUK M1, come ricostruito nell’inchiesta partendo da video su Youtube e su Vkontakte.

Nelle immagini, il terreno dove si è schiantato il velivolo brucia. Si vedono i corpi ammassati delle vittime. “Quello è un passeggero”, dice una voce fuori campo, mentre le telecamera inquadra una delle vittime. Dopo aver realizzato che il volo a terra era pieno di passeggeri, si vedono alcuni degli uomini sul posto frugare tra i bagagli dei morti. “È disgustoso”, ha commentato il ministro degli Esteri australiano Judie Bishop. “Malaysia – si sente dire da uno dei paramilitari – chi ha dato loro il corridoio (il permesso di sorvolare l’Ucraina, ndr)”. “Fottuti – dice un altro -, i passeggeri di questo volo sono tutti fottuti”. Nel video si vedono anche immagini di una carta d’identità con la scritta KLIA che sembra essere la carta d’accesso per l’equipaggio all’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur.

Sui media russi si rigetta in toto la ricostruzione proposta fin qui dell’abbattimento per mano dei miliziani filo Mosca. Il presidente Vladimir Putin ha commentato contro la “la prematura e controproducente” creazione di un Tribunale mediatico che valuti l’accaduto. Solo il 14 e 15 luglio testimoni delle aree controllate dai filorussi avevano smentito che fosse Mosca la colpevole. Intanto Paesi Bassi, Malesia, Gran Bretagna e Australia chiedono l’istituzione di un tribunale delle Nazioni Unite per seguire il caso. Ad ottobre comunque giungerà a termine l’indagine del Consiglio di sicurezza olandese che dovrà stabilire il colpevole del disastro. In un documento della commissione ancora secretato ma citato dal Guardian si fa riferimento ad un villaggio ucraino in mano ai separatisti come il luogo da cui sarebbe partito il colpo mortale per i passeggeri dell’MH17. 

Qui sopra il video girato negli istanti immediatamente successivi all’abbattimento del volo MH17.

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