Non è stato semplice per Alexis Tsipras chiudere il cerchio delle dodici poltrone (tra novità e spostamenti) che hanno caratterizzato il rimpasto di governo dopo il voto del Parlamento sul nuovo memorandum e soprattutto appena sei mesi dopo il suo insediamento. Più che una correzione in corsa uno stravolgimento netto. Funzionari extraparlamentari vicini al leader, politici del suo strettissimo “inner circle syrizeo”, tecnici reclutati all’ultimo momento per “mancanza di altri candidati”. Ma tant’è. Nasce così il governo Tsipras II con la prospettiva di durare il tempo dell’estate, dal momento che le probabilissime elezioni anticipate si terranno a novembre se non già a settembre.

L’annuncio, ritardato a causa dei 40 incendi che hanno flagellato il Peloponneso e l’Attica, ha visto nove nuovi volti e tre avvicendamenti di poltrone. Spacchettato in due il dicastero di ambiente, energia e ricostruzione prima occupato dallo scissionista Lafazanis: al suo posto Skourletis e Katrougalos, mentre si contano novità assolute, fra cui l’ex presidente dell’agenzia delle entrate Trifon Alexiàdis promosso viceministro alle finanze, Rania Antonòpoulos neo sottosegretaria alla disoccupazione e un trio di fedelissimi a guidare le operazioni in Aula al posto di Zoì Kostantopoulou: il capogruppo di Syriza Nikos Fillis, l’ex portavoce del governo Gavrìl Sakellarìdis (che lascia il porto di speaker a Olga Gherovassili) e Alèxandros Triantafillìdis.

All’immigrazione Tassìa Christodoulopoulos, non solo membro del Comitato Centrale di Syriza, ma da decenni attivista oltre che legale e sindacalista. Nata politicamente nel movimento della sinistra radicale che ha “dato i natali” a Syriza, si è specializzata sui diritti dei cosiddetti senza voce come carcerati, tossicodipendenti e rifugiati. Dovrà fare i conti con numeri choc come i 31mila sbarchi di immigrati regolari nel solo mese di giugno, praticamente mille al giorno. Originale il ruolo di Rania Antonopoulos, messa alla disoccupazione. Già consigliere e consulente per le donne all’Onu, è professore associato di Economia presso il New York Bard College e collabora con il Levy Economics Institute, dove si è distinta per la teoria monetaria di scuola post-keynesiana. Un tecnico agli interni: Xristoforos Vernardakis, saggista e professore di scienze politiche, laureato alla Sorbona. Tsipras ha anche deciso di istituire nel governo anche un Comitato speciale per la lotta alla corruzione affidato al ministro di stato Nikoloudis.

L’accordo per la lista completa non è stato affatto lineare. Si pensava che in molti bramassero per andare ad occupare le poltrone rimaste vacanti dopo le defezioni della Piattaforma di Sinistra al voto, invece i candidati spontanei sono stati pochi e Tsipras ha dovuto ricorrere a tecnici come Alexiàdis o a piroette politiche, come lo spacchettamento del super ministero guidato da Lafazanis, che tra l’altro era l’uomo che curava i rapporti con Mosca (e con Gazprom) alla voce business energetici parlando anche fluentemente il russo. La rottura politica con l’ideatore del cenacolo culturale di Iskra e con l’ex presidente della Camera si materializzerà già dalle prossime settimane, quando i due esponenti chiariranno se e come dare vita ad un nuovo movimento. La Grecia è di nuovo in campagna elettorale.

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