In Vaticano c’è il codino e anche qualcosa di più del diavolo. In Vaticano girano troppi soldi, viene esibita una ricchezza vergognosa. Quando sarà più povero sarà anche più vero e autentico e anche i più giovani e i meno giovani crederanno di più. E’ comodo dire agli italiani di aprire le loro case quando ci sono conventi vuoti che potrebbero diventare luoghi di ospitalità anche belli. Apriamoli per ospitare i migranti e i profughi”. Sono le parole di don Antonio Mazzi, ospite di “Ecg Regione Lazio”, su Radio Cusano Campus. Il fondatore della comunità Exodus si esprime con toni critici anche sul Giubileo straordinario, indetto da papa Francesco: “Francesco è bravo, ma bisognerebbe parlare prima del Giubileo della giustizia che di quello della misericordia. Forse bisognerebbe mettere insieme entrambe le cose. Saltare la giustizia per arrivare alla misericordia è un salto troppo lungo, fermarsi ad una giustizia come quella che vediamo oggi in Italia mi pare sia una grettezza e un segno di poca democrazia e maturità di questo popolo“. Tranchant la sua opinione sulla legalizzazione delle droghe leggere: “In campo educativo su questi temi non devono esserci mezze misure. Il mio è un no secco. La droga leggera non esiste, c’era forse negli anni settanta quando sono arrivato a Milano. Oggi non esiste più, esistono sostanze che cambiano ogni giorno e non riusciamo più a decifrarle e a conoscerle. La mafia è sempre più avanti”. E aggiunge: “Salvini vuole la legalizzazione della prostituzione? Quando sento quel nome mi viene il mal di pancia“. Inevitabile il riferimento a Fabrizio Corona, ospite della sua comunità: “Le porte sono aperte a tutti, oggi le apro al disperato del parco Lambro, alla prostituta della stazione centrale e ad altri personaggi che bussano. Negli anni ho ospitato tante persone, da Erika a Corona. Corona è come gli altri, ma se riesce a cambiare può diventare un simbolo. Un esempio. Un messaggio di Gisella Ruccia