Un viaggio intorno al mondo che dall’Africa va al Medio Oriente, attraversa l’India e l’Estremo Oriente per affacciarsi sul Pacifico, risalire l’America per poi ritornare verso l’Europa. È questa ‘Strange Worlds‘ la nuova mostra targata Fondazione Fotografia che andrà in scena tutta l’estate – gratuitamente, fino al 6 settembre al Foro Boario – per esplorare ed indagare situazioni lontane da noi non tanto dal punto di vista geografico ma differenti come esperienze, tipologie di vita, quotidianità.

Una mostra in cui si possono ritrovare reportage ma anche sperimentazioni e ricerche di artisti già noti a livello internazionale che raccontano ‘mondi diversi’, culture che sembrano distanti e che invece sono più vicine di quanto si possa pensare. Immagini che raccontano modi differenti di vivere il mondo, storie di vita, di rapporto alla quotidianità ma anche di ribellione e di denuncia per un mosaico che ci permette di viaggiare tra riti e culture legate alle tradizioni, alla cultura, alle religioni al territorio.

Un po’ come succede con gli scatti di George Osodi che con la serie ‘Oil Rich Niger Delta’ denuncia lo sfruttamento petrolifero in Nigeria o come in ‘Congo Democratic’ dove Guy Tillim racconta le tensioni alle elezioni del 2006, primo confronto democratico e multipartitico dopo il colpo di stato del 1961. Politica e società si intersecano anche nel lavoro di Marika Asatiani che in ‘Achara’ racconta il dubbio di appartenenza storica e sociale vissuto dalle donne di un paesino ceceno di confine e nel progetto ‘**A Casa**’ di Claudia Andujar che ha documentato la nascita della Trans Amazon Highway, la cui costruzione è stata causa di una lunga storia di sopraffazioni inflitte alle popolazioni indigene degli Yanomami.

Non mancano anche immagini scioccanti come le storie dei soldati di origine palestinese che prestano servizio nell’esercito israeliano di Ahlam Shibli; i ritratti delle madonne sudamericane di Sebastian Szyd, vedove tristi e rassegnate di minatori boliviani; o ancora, i mondi duri e feroci della serie ‘Gadawan Kura – The Hyena Men Series’ di Pieter Hugo sugli allevatori di iene da combattimento in Africa diventati quasi ‘eroi’ per le popolazioni che, nei loro villaggi, per i loro show, li accolgono senza timore alcuno.

Un mosaico di immagini che, attraverso gli scatti di 26 fotografi e con oltre 70 scatti, video e installazioni ci raccontano la nostra contemporaneità per un viaggio unico tra culture sì differenti ma con tematiche che ci legano da sempre gli uni agli altri.