Da tempo gli avevano staccato le utenze. E oggi si sarebbe visto entrare in casa l’ufficiale giudiziario con in mano la notifica dello sfratto. Ma non ha fatto in tempo a riceverlo: si è suicidato prima.

Gianni, ex carrozziere di 66 anni, abitava al primo piano di una casa popolare di proprietà del Comune, gestita dalla partecipata Tono Spim. Siamo nel quartiere di Sestri, Genova. Questa mattina, poco prima delle sette, si è chiuso la porta dietro le spalle. E’ salito fino all’ultimo piano. Ha aperto la finestra della tromba delle scale e ha chiuso i conti. Il salto nel vuoto, poco prima che l’ufficiale giudiziario suonasse il campanello.

Aveva mollato la presa, Gianni. Così si faceva chiamare, anche se non era quello il suo nome. Non si era più ripreso dopo la morte della madre, venti anni fa. Non vedeva più i fratelli. Né gli altri parenti. Era solo. Taciturno. Senza soldi. Oggi l’ultimo colpo: dopo cinquanta anni avrebbe dovuto lasciare quell’appartamento in via Fratelli Meldianni.

I vicini lo conoscevano bene: fino a venti anni fa era tra i migliori carrozzieri di Sestri. “Stava molto per conto suo – raccontano – scambiava poche parole, ma mai immaginavamo che sarebbe arrivato a un gesto del genere”.

Un mese fa, a Staglieno, una storia simile: un disoccupato si era impiccato nella casa nel giorno in cui anche a lui avrebbero notificato lo sfratto. Proprio oggi, il Comune ha diffuso i dati sugli fratti eseguiti a Genova in concomitanza con il piano di aiuti per gli inquilini che si trovano in una situazione di morosità incolpevole. E i numeri parlano di 815 ingiunzioni di sfratto nel primo semestre 2014 a Genova, di cui 492 quelle eseguite, per un totale di quasi mille sfratti all’anno.

L’assessore comunale al Sociale Emanuela Fracassi ha presentato il piano di aiuti, un fondo di solidarietà da 671 mila euro, per cui sarà possibile fare richiesta fino al 31 ottobre 2015. L’assessore ha definito il suicidio un “nuovo dramma” sottolineando che “purtroppo il Comune non ha i mezzi per affrontare da solo il problema degli sfratti. Le attuali misure non sono sufficienti. E’ necessario un impegno nazionale di sostegno al reddito per prevenire situazioni così drammatiche”.