È stato condannato a quattro anni di carcere in Germania l’ex membro delle SS Oskar Gröning, il cosiddetto “contabile di Auschwitz”. La Corte di Lüneburg ha riconosciuto per l’uomo di 94 anni il concorso in omicidio di oltre 300mila persone nel campo di concentramento e sterminio costruito in Polonia. Il suo compito era quello di raccogliere i bagagli e gli effetti personali dei deportati e di recuperare eventuali banconote, che poi doveva inviare agli uffici a Berlino: da qui il soprannome di “contabile”. La procura di Hannover aveva chiesto per Gröning tre anni e mezzo, con un condono di 22 mesi per precedenti mancanze della giustizia tedesca. L’uomo era infatti già stato indagato negli anni ’70, senza che si desse poi corso a un procedimento giudiziario. Ora i giudici dovranno stabilire se le sue condizioni di salute gli permetteranno di scontare la pena carceraria.

E’ stato accertato che Gröning, che aveva 21 anni quando è arrivato al campo nazista nel 1942, non ha ucciso personalmente nessuno, ma è stato indicato come responsabile di aver aiutato il regime nazista dal punto di vista finanziario e di aver sostenuto la sua campagna sistematica di uccisioni. Nella cosiddetta ‘Operazione Ungheria‘ furono deportate ad Auschwitz oltre450mila persone e 300mila di loro furono uccise nelle camere a gas.

“Il perdono lo posso chiedere solo al mio Signore”, aveva detto l’ex SS davanti ai giudici all’inizio del processo, riconoscendo la propria responsabilità morale per quanto accaduto alle vittime. “Anche senza aver partecipato direttamente agli omicidi, con il mio lavoro ho permesso che il sistema Auschwitz funzionasse”. In aula davanti al ‘contabile di Auschwitz’ hanno deposto anche alcune delle vittime alle quali Gröning non ha chiesto intenzionalmente perdono. “Per la dimensione del dolore provocato – ha poi spiegato – non ne avevo il diritto”.