Piccole realtà autogestite e libere che si incontrano per due giorni (oggi, 4 luglio, e domani) per la conferenza delle Micronazioni nella Libera Repubblica di Alcatraz. Non quella americana, ma quella progettata e fontana nel 2009 da Jacopo Fo nelle suggestive campagne di Gubbio, forte di una politica pacifista rispettosa dell’ambiente e all’avanguardia nell’approvvigionamento energetico. Da allora si è dotata di una Carta costituzionale, di una propria moneta ed ha emesso i suoi francobolli. Promuove la crescita spirituale dei suoi abitanti ed è una nazione fondata sulla poesia, come recita il primo articolo. In questa micronazione di 111 abitanti si terrà la conferenza mondiale che sarà un’opportunità di confronto per le Micronazioni che potranno proporre lo sviluppo di trattati commerciali, di piani di solidarietà e di nuove alleanze. Si affronteranno temi come l’eventuale creazione di strutture come un “Onu più piccolo e umano”, una “microbanca micromondiale” e si discuterà di istituire un trattato per la microcircolazione delle merci, tutto questo per favorire nuove relazioni microinternazionali. Questa edizione del congresso sarà dedicata alla memoria di uno dei primi tentativi di micronazione nel mondo: la Repubblica delle Rose, una piattaforma marina di fronte alla città di Rimini che nel 1968 ebbe vita breve, solo 55 giorni, distrutta poi dalle forze armate italiane.

Alla conferenza parteciperanno il principato di Aigues-Mortes (Francia), la stessa Repubblica di Alcatraz rappresentata dalla presidente Vania Di Febo, l’impero di Angyalistan (Francia), quello di Atlantium (Australia), l’istituto Formori (Francia), il granducato di Flandrensis (Belgio), il regno di Kaprika (Russia), la Repubblica reale di Ladonia (Svezia e Stati Uniti), la Repubblica Bunte (Germania, in tedesco è traducibile come Repubblica colorata), Noseland (Svizzera), la Repubblica of Benny Andre Lund (Norvegia, rappresentata proprio dallo stesso Benny Lund), la Repubblica federale di Saint Charlie (Italia, vicina a Roma e è rappresentata da Jacopo Castelletti), la “neo Repubblica” di Torriglia (Spagna) e la Repubblica di Uzupis (Lituania).

Le Micronazioni, più di 150 in tutto il mondo, per loro natura sono composte da poche persone e rifiutano l’appartenenza agli Stati. Questo rifiuto nasce dalla libera sensibilità di cittadini e cittadine, i quali non sentendosi rappresentati dalle politiche delle nazioni tutt’ora in vigore sono a favore di repubbliche autoproclamate in territori che vanno da orti a vigneti, giardini, piccole realtà immerse nei boschi e monolocali.