“Il governo ci ha chiesto indietro i soldi stanziati e noi non sappiamo come programmare pulizie e trasporti”. Spyros Vlakopoulos, sindaco di Paxi, perla nello Ionio a soli otto chilometri da Corfù, è disperato. Da un lato è felicissimo per il turismo presente copioso sull’atollo di cui è primo cittadino, e che anche di qualità: su duemila residenti complessivi (mille sono muratori albanesi che continuano a costruire ville e hotel) ecco duecento italiani che possiedono lì una casa per le vacanze. Senza contare che, da luglio a settembre, sono di casa a Paxi vip come Madonna, Tom Cruise e l’oligarca russo Roman Abramovich, tra le altre cose neoproprietario di un resort extra lusso nella penisola Calcidica, che giungono in porto a bordo di veri e propri panfili. Nel vicino arcipelago delle Echinadi, inoltre, il gruppo Rothschild sta costruendo giganteschi bungalow a cinque stelle, uno per ogni isola. Con la coppia Angelina JolieBrad Pitt data già per certa proprietaria di un’isola intera.

Ma una disposizione di due settimane fa del governo ellenico ha chiesto espressamente a comuni, province, regioni e anche a tutte le ambasciate greche nel mondo, di far convogliare su un conto corrente ad hoc intestato alla Banca Centrale di Grecia, i fondi stanziati per ognuna di quelle amministrazioni dall’esecutivo. Obiettivo della mossa, disperata, di Tsipras era proprio quello di raggranellare quanto più contante possibile per far fronte ai pagamenti delle tranche di debiti.

Il problema, dice Vlakopoulos al IlFattoQuotidiano.it, è che non si sa proprio nulla su quei soldi: “Fino ad oggi non abbiamo riconsegnato indietro quegli stanziamenti”, anche perché le associazioni dei territori hanno protestato in massa direttamente con il ministro della Funzione pubblica. Ma “se il governo dovesse di urgenza varare una legge apposita, noi dovremmo cedere”. E si chiede: “Come posso programmare, nel pieno ormai della stagione turistica, interventi di pulizia nel porto, nelle strade o il piano dei trasporti pubblici o qualsiasi altra esigenza dell’isola se non so quanto denaro avrò da spendere?”. Quel denaro, aggiunge, “potrebbero richiedercelo teoricamente anche domani o dopodomani e noi dovremmo immediatamente obbedire in quanto sarebbe una disposizione avanzata con una legge di emergenza, vista la crisi che non ci lascia”.

Una situazione complicatissima, che avrebbe l’effetto di paralizzare comuni e intere isole, battute in queste settimane anche da quei turisti che hanno annullato le vacanze in Tunisia, dopo l’attentato di Sousse, scegliendo come meta la Grecia. “Come farò a pagare gli addetti alla raccolta dell’immondizia? – si domanda ancora Vlakopoulos – o quelli che provvedono all’illuminazione per le strade? O quelli che trasportano qui dalla terra ferma cibo o generi di prima e di seconda necessità?”.

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