Bollicine contro carte bollate. Dopo aver incassato il colpo della sentenza del Tribunale di Milano che ha bloccato il suo servizio POP, Uber rilancia la sua battaglia con l’operazione Bollicine: aperitivo gratis a tutti i suoi clienti con consegna a domicilio di una bottiglia (e calici) in collaborazione con il sito di e-commerce Tannico.it. L’iniziativa è prevista per oggi, dalle 17 alle 22, e coinvolgerà le città di Milano, Padova, Genova e Torino. I clienti Uber potranno prenotare la loro bottiglia (un Prima Cuvée di Monte Rossa) selezionando un’icona sull’app. Non è la prima volta che l’azienda si lancia in operazioni simili: lo scorso 28 maggio, infatti, un’iniziativa del genere aveva permesso ai clienti romani di Uber di ricevere un pasto a base di Sushi, consegnato però in quell’occasione da semplici corrieri in scooter. Questa volta le consegne saranno affidate alle classiche berline nere di Uber Italia.

Il senso dell’operazione Bollicine è spiegato dalla stessa top manager di Uber Italia Benedetta Arese Lucini nel comunicato stampa diffuso dall’azienda: “Vi portiamo direttamente nel futuro, con la consegna on demand”, spiega. E Lucini non nasconde il senso di rivalsa che si nasconde dietro la campagna. “Ancora una volta vogliamo sottolineare come la chiusura nei confronti dell’innovazione sia un passo indietro non solo per noi, ma per tutti i nostri utenti. Azioni come queste, mostrano come il progresso, l’innovazione e il cambiamento siano tasselli fondamentali del nostro futuro e siano da difendere in ogni modo”.

Le mosse di Uber per fare breccia nell’opinione pubblica e ottenere un sostegno alla sua causa, però, non si fermano qui. Al fattoquotidiano.it l’azienda ha confermato che proseguirà la sua campagna #RitornoAlPassato almeno fino al 2 luglio, data in cui si terrà l’appello sulla sentenza che ha bloccato il servizio. Se la scorsa settimana a Milano aveva messo in campo fotografi pronti a scattare fotografie su lastra in stile Ottocento ai clienti che lo richiedessero tramite l’app, mercoledì prossimo Milano e Torino saranno il palcoscenico di un’altra iniziativa di consegne in formato retrò. Massimo riserbo sull’oggetto delle consegne, ma un dettaglio è noto: saranno effettuate in carrozza.

Se Uber Italia ha deciso di contrastare gli inciampi di casa nostra con aperitivi gratis e ironia nei confronti di chi ne ostacola l’attività, negli Usa l’azienda si trova a fronteggiare altri problemi. I guai in questo caso, non arrivano dal servizio POP (gli autisti privati su chiamata) ma da quello “normale” che prevede il noleggio con conducente. Il merito riguarda una decisione della Commissione Lavoro della California, chiamata la settimana scorsa a decidere su un ricorso presentato da un autista, ha infatti stabilito che Uber non agiva come semplice intermediario tra cliente e autista, ma che ci si trovasse di fronte a un rapporto di lavoro dipendente. Un precedente che, nonostante riguardi un singolo autista, rischia di stravolgere la natura stessa del servizio e comporterebbe per l’azienda californiana un notevole aggravio di costi. Com’è ovvio, Uber ha già presentato appello contro la sentenza della Commissione, dal cui esito potrebbe dipendere molto del suo futuro.