Stefano Fassina annuncia il suo addio dal gruppo parlamentare del Pd insieme a Monica Gregori. “E’ una scelta sofferta che mi pesa, ma ripartiamo”, dice il deputato a Pippo Civati presente alla conferenza stampa tenuta alla Camera. “La scuola è l’ultimo strappo di tanti episodi, Matteo Renzi non dialoga con chi protesta perché ha deciso di stare dalla parte di Sergio Marchionne e di tutto l’establishment finanziario. La fiducia sul ddl è un ricatto e uno schiaffo alle Camere e docenti, si usano le assunzioni in maniera strumentale”. Nessuna nuova sigla o partito di neo-costituzione: “Il 4 luglio in un’assemblea ci riuniremo per connettere energie e le persone che abbiamo perso in questi mesi e si sono riversate nel mondo dell’astensionismo, l’obiettivo è una sinistra di governo, non un residuo minoritario che aspira a restare in Parlamento, c’erano altri modi per conservare il ceto politico”, afferma Fassina. C’è d’aspettarsi una slavina? Vedremo, è una scelta personale dei colleghi, il voto di fiducia creerà tensioni”, chiosa  di Irene Buscemi