La stazione di Ventimiglia è stata blindata dalla polizia. I manifestanti non sono stati autorizzati a dirigersi verso il confine francese dove, per altro, sono stati schierati la Gendarmerie e i corpi antisommossa. Hanno potuto però raggiungere il centro. E’ terminata così, senza disordini, la protesta di sabato 20 giugno organizzata dai centri sociali in occasione della giornata mondiale dei profughi. Il presidio è stato in solidarietà dei migranti che da giorni dormono sulla scogliera di Ponte San Ludovico o nella stazione ferroviaria perché non possono passare in Francia visto che Parigi ha chiuso la frontiera a Mentone. Tutto questo mentre in territorio francese un gruppo di anarchici ha istituito un proprio presidio parallelo.

Video di Cosimo Caridi

Il presidio è stato aperto alle 14, in maniera imprevista, da una cinquantina di appartenenti francesi al Cisp (Coalizione internazionale sans-papiers, migranti, rifugiati e richiedenti asilo). Aboubakar Soumahoro, portavoce del Cisp, ha detto che “al governo francese di François Hollande che ha tradito e violato, con la complicità dell’Unione europea e Italia compresa, il significato della parola Liberté, Égalité e Fraternité, noi rispondiamo Ouvrez les frontières!”.”Alcuni migranti – ha aggiunto – ci hanno appena comunicato di aver superato il confine in queste ore come atto dimostrativo e per dire all’Europa e ai suoi Stati membri che hanno fallito”. La manifestazione è proseguita fino alle 18. Circa 400 persone hanno sfilato per le strade di Ventimiglia senza creare disordini, ma intonando slogan di solidarietà nei confronti dei migranti.

Intanto sulla scogliera a Ponte San Ludovico sono rimasti circa 170 migranti, mentre alla stazione sono in poche decine. A Ventimiglia i migranti hanno dormito per diversi giorni sugli scogli, dopo che era stato loro impedito di entrare in Francia. Altri si erano sistemati in una pineta, prima di essere sgomberati dalle forze dell’ordine italiane. Altri ancora in stazione, dove sono poi stati portati anche gli stranieri sgombrati dalla pineta.