Lotta dura al commercio abusivo sulle spiagge, con la possibilità di ricorrere anche ai “buttafuori”. L’ordinanza che permette ai gestori degli stabilimenti balneari di ricorrere agli istituti di vigilanza privata per contrastare il fenomeno dell’abusivismo è infatti stata firmata da Alessandro Bandini, sindaco Pd del comune di San Vincenzo (Livorno), località turistica della costa degli Etruschi con 7mila abitanti: “No, non sono affatto diventato leghista – dichiara il primo cittadino a ilfattoquotidiano.it – e non c’è alcuna forma di repressione, si tratta solo di normale prevenzione. Il testo ha ricevuto il nulla osta prefettizio. Vogliamo solo contrastare tutto il mondo del malaffare che si cela dietro chi commercia merce contraffatta: l’obiettivo è educare alla legalità”.

L’ipotesi dell’arrivo sulle spiagge italiane di steward “anti-abusivi” è stata confermata anche lo scorso 12 marzo da Riccardo Borgo, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari: “L’orientamento del ministero volto a combattere efficacemente il fastidio che gli ambulanti arrecano ai turisti è quello di creare la figura giuridica di uno ‘steward’ all’interno degli stabilimenti balneari”. Nei giorni scorsi – si apprende da La Stampa – è stato anche l’assessore comunale al turismo del comune di Varazze (Savona), Filippo Piacentini, a proporre il ricorso ai vigilantes. L’introduzione della figura dello steward “anti-abusivi” non è comunque una novità: in altre zone d’Italia (come a Jesolo) è attiva già da tempo.

L’ordinanza 75, firmata lo scorso 15 giugno dal sindaco, ha ad oggetto la “prevenzione dell’esercizio abusivo del commercio in forma itinerante e della vendita di prodotti con marchi contraffatti o privi della certificazione della Comunità europea”. L’arco temporale di riferimento va dal 15 aprile al 15 ottobre: in questo periodo i gestori degli stabilimenti – si legge nel testo – “sono tenuti a prevenire ovvero impedire l’accesso dei venditori ambulanti” al fine di impedirne l’esercizio abusivo e prevenire il disturbo dei propri clienti”. E i gestori sono autorizzati ad avvalersi dei buttafuori, appunto.

Il personale degli istituti di vigilanza potranno così fornire – spiega Bandini – “un aiuto aggiuntivo al lavoro già importante svolto dalle forze dell’ordine”. Chi vende (e chi compra) merce contraffatta rischia multe salate, da 100 a 10mila euro. “Chi è in possesso della regolare licenza per il commercio ambulante – aggiunge Bandini – potrà invece liberamente vendere la sua merce”. Tra i gestori – scrive Il Tirreno – non mancano comunque i mal di pancia: “Non potete chiederci di controllare la merce che viene venduta. Non siamo sceriffi”. Critico anche il gruppo  d’opposizione Assemblea Sanvincenzina: “Con questa ordinanza non si combatte l’abusivismo commerciale ma si assegna ai gestori, privati cittadini, un compito da pubblici ufficiali”.

Non è la prima volta che un provvedimento “anti-ambulanti” fa scoppiare polemiche. Due anni fa fece ad esempio scalpore la rete voluta da Umberto Buratti, sindaco Pd di Forte dei Marmi, intorno a un pontile sotto al quale i venditori abusivi solitamente andavano a riposarsi e proteggersi dal sole. Buratti giustificò la sua decisione come lotta ai bivacchi e all’abbandono di rifiuti: “Nessuna volontà di lasciare sotto il sole cocente gli extracomunitari che vogliono riposarsi”. A far scoppiar le polemiche furono invece lo scorso anno una serie di tweet di Flavio Briatore, tra cui “#Versilia è inaccettabile l’invasione degli ambulanti sulle spiagge, nessuno ci tutela” o “se continua così a luglio/agosto ci saranno più ambulanti che clienti”. Continua invece da quattro anni l’esperienza del cosiddetto “ombrellone del viandante” messo a disposizione dal bagno Vittoria di Marina di Pisa per consentire ai venditori ambulanti di tirare il fiato e godersi un po’ d’ombra: “Il 90 per cento dei miei clienti apprezza – spiega il titolare Alessandro Cordoni – Finora non ci sono state discussioni e nessuno resta più di trenta minuti, così il posto c’è sempre per tutti”.