Un elenco scritto a mano. Fotografato a Palazzo Madama mentre veniva mostrato ad alcuni parlamentari “azzurri” interessati alla diaspora. E contenente i nomi dei senatori che sarebbero disponibili a fare il grande salto. A cominciare da quelli di Sandro Bondi e della compagna Manuela Repetti.

Sono i cosiddetti “verdiniani” della Camera Alta, i seguaci dell’ex coordinatore di Forza Italia Denis Verdini. Complessivamente 13, come risulta dalla foto (vedere in basso) dell’elenco che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare.  Davvero tutti pronti a costituire il famoso gruppo parlamentare autonomo? Con le grandi manovre ancora in corso, difficile dirlo con certezza. I dubbi verranno comunque sciolti nelle prossime ore. Nel frattempo, proviamo a scorrere la lista. Cinque dei senatori annotati vengono dal gruppo di Gal, Lucio Barani, Giovanni Mauro, Giuseppe Ruvolo, Giuseppe Compagnone,  Vincenzo D’Anna; 6 da Forza Italia: Sandro Bondi e Manuela Repetti (che però hanno già lasciato il gruppo azzurro il 31 marzo scorso per andare nel Misto), lo stesso regista dell’operazione Verdini, Riccardo Conti, Riccardo Villari, Riccardo Mazzoni; 2 del gruppo Misto, Raffaella Bellot e Patrizia Bisinella (ex leghiste che hanno abbandonato il Carroccio il 26 marzo dopo l’espulsione di Flavio Tosi dalla Lega Nord).

Sulla costituzione di questo nuovo gruppo è stato speso un fiume di inchiostro. Se ne parla da mesi anche se ieri la vicenda sembra aver subito una improvvisa accelerazione. Secondo alcuni dei senatori interessati all’operazione, la costituzione del nuovo gruppo sarebbe sempre più necessaria «per dare una mano a Matteo Renzi in vista della riforma Costituzionale che dovrebbe riprendere il via entro una decina di giorni in commissione Affari Costituzionali di palazzo Madama», la stessa in cui ieri «i numeri della maggioranza si sono rivelati estremamente ballerini». Il parere di costituzionalità al testo della “Buona Scuola“, infatti, non è passato perché si è raggiunta una sostanziale parità: 10 voti a favore e 10 contro. Con i tre senatori di Alleanza Popolare-Ncd (Gaetano Quagliariello, Andrea Augello, Salvatore Torrisi) assenti e il centrista Lucio Romano impegnato in altra commissione. Il problema è che al Senato, in caso di pareggio, il provvedimento non passa. Ieri il danno è stato contenuto perchè essendo la riforma della scuola un disegno di legge e non un decreto, il parere di costituzionalità non è obbligatorio, ma nei prossimi giorni la situazione, in vista della riforma costituzionale, potrebbe diventare più complessa. E pericolosa per Renzi. Meglio correre ai ripari per tempo, dunque, varando quel gruppo verdiniano in grado di assicurare alla maggioranza i voti necessari per l’approvazioni delle riforme tanto care al presidente del Consiglio.

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di Marianna Lay