Tredici mesi di attesa, ma solo venti giorni di preavviso e la convocazione in un paese dell’Umbria. Nuove polemiche per il concorsone Rai che dovrebbe portare alla formazione di una lista di 100 giornalisti da assumere nelle reti della tv pubblica. L’annuncio è stato fatto a più di un anno di distanza dalla chiusura delle iscrizioni online, terminate ad aprile 2014. Dopo mesi e mesi trascorsi senza avere alcun tipo di aggiornamento, i quasi 5mila candidati si sono ritrovati l’avviso nella casella di posta all’improvviso, il 9 giungo: “La invitiamo”, si legge nell’email, “a presentarsi, munito di un documento di identità valido e del tesserino dei giornalisti, alla prima fase di selezione che si terrà in data 1 luglio 2015, alle 10.30, a Umbria Fiere, a Bastia Umbra”.

Tanto è bastato per provocare numerose reazioni in rete. Gli aspiranti cronisti Rai criticano il ridottissimo preavviso e il luogo scelto per la selezione pubblica, un comune di 21mila abitanti, tra Assisi e Perugia, non proprio comodissimo da raggiungere: arrivando da Roma ci vogliono almeno 2 ore mezza di viaggio in treno con un cambio. Due condizioni che potrebbero ridurre drasticamente i numero dei partecipanti (gli iscritti sono 4982), considerando che alcuni giornalisti sono in ferie e molti altri non riescono a organizzarsi in così pochi giorni.

I commenti negativi si sono moltiplicati soprattutto sulla pagina Facebook del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, sotto un post in cui la procedura adottata dalla Rai viene definita “una intollerabile vergogna”. “La Rai”, scrive Iacopino, “aveva indetto questo concorso fissando termini per la presentazione delle domande ad aprile 2014. Da allora un trionfo di silenzi. Ventidue giorni di preavviso dopo un arrogante silenzio durato 13 mesi e più. È stata inutile, in questi mesi, ogni richiesta di chiarimento o di semplice informazione”. Non solo: “È stata fatta una gara senza preoccuparsi minimamente dei problemi dei partecipanti. Non era difficile né impossibile inserire nel bando condizioni che li tutelassero. Tutti dovranno avere una macchina a disposizione. Tutti dovranno mettere significativamente le mani al portafogli per trovare una sistemazione in albergo. Una convocazione con tempi così ristretti, in un luogo che non è facilissimo da raggiungere (pensate a chi parte da Palermo o da Trento o da dove volete voi che non sia Perugia e dintorni) comporterà con certezza molte rinunce”.

Quella del primo luglio sarà la prima di tre prove. Nelle intenzioni dovrebbe servire a ottenere una prima scrematura dei candidati, riducendo il numero da 5000 a 400. Si tratta di una prova scritta a risposta multipla, su tematiche di cultura generale e attualità, con nozioni di lingua inglese. Il test sarà valutato da una commissione presieduta dall’ex direttore del Corriere della sera, Ferruccio de Bortoli, e da altri sei tra giornalisti Rai (alcuni in pensione). La selezione fa parte di un accordo complessivo sull’organico siglato tra Usigrai e azienda, nel luglio 2013. “Pur consapevole del parziale disagio creato ai candidati per la logistica e il preavviso di venti giorni – ha spiegato il segretario Vittorio Di Trapani alle agenzie di stampa – comunque determinato dalla natura giuridica della Rai, che la costringe anche per queste cose a fare bandi di gara, non vorrei che si perdesse di vista la vera notizia: la selezione pubblica per l’accesso in Rai che parte in un mercato editoriale asfittico in cui sono all’ordine del giorno prepensionamenti, cassaintegrazioni e licenziamenti, e dove c’è un’azienda, come il servizio pubblico, che programma assunzioni”.