L’incidente di Roma, dove nel quartiere Boccea un’auto con a bordo tre persone di origine rom ha travolto otto passanti uccidendo una donna, è la miccia che riaccende la polemica della Lega Nord contro i campi nomadi. “Quando torneremo al governo, raderemo al suolo uno per uno tutti ‘sti maledetti campi Rom, partendo da quelli abusivi“, ha scritto su Facebook il leader Matteo Salvini commentando l’accaduto. “Tre rom sono scappati all’alt della Polizia” e “hanno ammazzato una donna, otto i feriti”, si legge nel post. “Pare che l’auto sia intestata a un Rom, che ne ha altre 24. Una preghiera. Per il resto… ruspa!!!!!”.

Il riferimento alle “24 auto” nasce dal fatto che secondo indiscrezioni al cittadino a cui è intestata la Lancia Lybra grigia che non si è fermata all’alt delle polizia sono intestate appunto altre 24 macchine. L’uomo dopo l’incidente è fuggito ed è ancora ricercato, come la terza persona che era a bordo dell’auto. Finora è stata fermata solo una ragazza di 17 anni che viaggiava con loro. Giovedì mattina è stata arrestata dagli agenti della polizia di Stato e dovrà rispondere di concorso in omicidio volontario.

Parlando a SkyTg24, poi, Salvini ha detto: “Se i rom non riscuotono enormi simpatie è o perché gli italiani sono tutti brutti e cattivi oppure perché i rom sfruttano i bambini per fare l’elemosina, ti tampinano fuori dai ipermercati, si buttano sul cofano. Leggiamo il numero di reati a carico dei rom ogni giorno, si tratta di decine di migliaia: se possono fare quello che vogliono è colpa dello Stato”.

Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato, ha dichiarato: “Ci auguriamo che questi criminali vengano arrestati ma purtroppo sappiamo che non ci sarà giustizia visto che Renzi tutela i delinquenti e che per colpa dell’irresponsabilità di questo governo non esiste ancora il reato di omicidio stradale. L’unica giustizia sarebbe quella di lasciarli, una volta arrestati, a quel semaforo di Primavalle faccia a faccia coi cittadini esausti per la totale impunità di questa gente. Se Marino fosse un sindaco serio e tutelasse i sui cittadini oggi sarebbe il giorno giusto per accendere le ruspe e spianare gli innumerevoli campi dove cresce questa gente tra delinquenza, sporcizia e illegalità. In natura bestie così feroci non esistono”.

Già mercoledì per altro erano scattate le accuse delle opposizioni al presunto “buonismo” del sindaco Ignazio Marino con i Rom. La leader di Fdi-An Giorgia Meloni ha detto che “di fronte a delinquenti senza legge che rubano e uccidono il buonismo è complicità“. Da mercoledì sera la vigilanza delle forze dell’ordine nei campi nomadi della Capitale è stata rafforzata a causa delle numerose minacce e degli sfoghi di stampo razzista degli abitanti e anche comparsi sui social network.

“Roma non vuole essere trascinata in basse strumentalizzazioni elettorali. Il mio appello alla città è di evitare trappole: occorre vicinanza alle vittime, severità per i colpevoli rifuggendo da odi e paure che qualcuno tenta di suscitare. È una sfida, civile e culturale, che la città è in grado di vincere” dice il sindaco di Roma Ignazio Marino. “Qualcuno sta cercando di trasformare questa tragedia – ancora più terribile se, come sembra, a commettere l’omicidio sono stati dei minorenni – in una speculazione politica. Lo fa Matteo Salvini e lo fanno i suoi imitatori romani – continua Marino -. Volontariamente accendono odio che rischia di produrre altra violenza, sperando così di avere qualche tornaconto elettorale. Gettare benzina sul fuoco non è un errore politico, è un vero e proprio delitto, imperdonabile per chi ha responsabilità politiche nazionali o locali”.

“La morte di una donna, il ferimento di altre otto persone: siamo davanti a una terribile disgrazia umana e di tutta la città, a un omicidio volontario che va perseguito con la massima inflessibilità, visto che gli investitori hanno accelerato invece di frenare davanti a chi attraversava la strada – prosegue – Un crimine gravissimo che interroga tutta la comunità cittadina – sottolinea -. Il mio primo sentimento è di essere vicino alla famiglia della vittima, Perez Corazon Abordo, e dei feriti: tutti romani, anche se in tasca hanno il passaporto filippino, francese o moldavo. Persone comuni che rientravano da una giornata di lavoro in un quartiere della nostra città, dove italiani e stranieri vivono fianco a fianco in pace. La seconda reazione è quella di chiedere che sia fatta giustizia, in maniera rapida e severa. Il Campidoglio si costituirà parte civile contro gli imputati, quando saranno assicurati alla giustizia”.