La giunta Pd aumenta le tasse e le opposizioni occupano il consiglio. Non tutti a dir la verità. E nemmeno in modo continuativo. Ma la decisione di votare a testa bassa la manovra che impone ai ferraresi 8 milioni in più di tasse tra Imu e Irpef ha scatenato per la prima volta la reazione unitaria delle minoranze. Sabato 23 maggio Movimento 5 Stelle, Forza Italia, FdI e Lega Nord erano scese in piazza contro il bilancio presentato dal sindaco Tiziano Tagliani. Ieri, a delibera ormai votata, hanno scelto per una forma più eclatante di dissenso.

La pietra della discordia sono gli 8 milioni in più di tasse che la giunta composta da Pd, Sel e Ferrara Concreta, civica di centrosinistra, hanno pensato per rilanciare piccole e grandi opere. Il problema iniziale è stata la giustificazione data a questo nuovo e inatteso balzello. Anzi, le giustificazioni visto che in dieci giorni l’esecutivo ne ha presentate ben quattro. Prima l’aumento del patto di stabilità, che invece scende da 7,8 a 3,2 milioni. Poi la messa in sicurezza di scuole, strade ed edifici, seguita dal riaccertamento straordinario dei residui che fa schizzare a 27 milioni gli importi per opere pubbliche da terminare e iniziare. E infine il possibile avvento dello spauracchio della local tax.

Si arriva così alla resa dei conti in consiglio, con Tagliani che alla fine riconosce come il Patto di stabilità sia diminuito e non aumentato rispetto allo scorso anno: “Ci va anche bene perché gli altri anni era più alto”. Ma non basta. Perché le nuove norme contabili imposte da Roma impediscono di utilizzare il tesoretto messo assieme negli ultimi anni. Un avanzo di 35 milioni di euro vincolato a pagamenti, fondi o riserve obbligatori che si riduce miseramente poco più di un milione di euro disponibili.

Ecco allora il conto presentato ai cittadini con la variazione al bilancio di previsione 2015. L’Imu sale da 0,9 a 1,02 fatta eccezione per i terreni agricoli (1 per mille) e per gli alberghi e le pensioni (che resta allo 0,9). L’Irpef, dopo l’abbassamento dell’anno scorso (in vista delle elezioni comunali, sussurrano i maligni), sale da 0,45 a 0,60% per i redditi fino a 15.000 euro, per arrivare a scaglioni fino allo 0,80.
La maggioranza compatta ha votato e le opposizioni (in realtà i barricaderos erano solo cinque consiglieri) hanno tirato fuori plaid e cuscino per affrontare la notte in aula consiliare. “È l’estremo atto di protesta, sempre civile e pacifico – spiega Matteo Fornasini di Fi –, unico strumento di opposizione per opporci a questa manovra per evidenziare l’atteggiamento di chiusura totale del sindaco e della maggioranza di fronte a una nostra risoluzione che chiedeva un passo indietro e un percorso di approfondimento nella commissione competente al fine di capire se fosse possibile evitare questo aggravio di tasse a danno dei cittadini”. Laconico il commento del capogruppo Pd su Facebook: “Un risultato l’avete raggiunto: oggi sui giornali non si parla della pochezza dei vostri interventi ma si dà risalto al colore delle vostre copertine”.