Un fucile mitragliatore Ak 47 Kalashnikov con matricola abrasa illegalmente detenuto, due machete e munizionamento vario. Sono queste le armi che la polizia ha ritrovato all’interno della casa di Giulio Murolo, 48enne infermiere incensurato, che venerdì dal balcone di casa a Secondigliano, quartiere della periferia nord di Napoli, ha ucciso 4 persone e ne ha ferite altre 6. L’uomo ha sparato prima alla cognata e poi aperto il fuoco in strada dalla propria abitazione, colpendo all’impazzata. Le armi sono state trovate in camera da letto, sotto il letto, e sulle munizioni sono in corso accertamenti balistici.

Murolo, oltre ai reati già contestati di duplice omicidio volontario, strage, resistenza a pubblico ufficiale e spari in luogo pubblico, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione. Dopo la sparatoria, l’uomo si è consegnato alle forze dell’ordine. All’origine, una lite per un filo steso per il bucato, innestato su vecchi dissapori per questioni di interesse tra l’uomo che ha fatto fuoco e il fratello. I due, come ha riferito un commerciante della zona, stavano litigando (video)

di Fabio Capasso

Nella notte sono proseguiti i rilievi della polizia scientifica e gli accertamenti puntano a ricostruire in maniera completa la dinamica dei fatti, alla quale ancora mancano alcuni particolari; sono più di una le armi usate da Murolo per uccidere così come sono due i luoghi del delitto: il ballatoio interno che condivideva con la famiglia del fratello Luigi, ucciso con la moglie Concetta Uliano, e il tratto di via Napoli a Capodimonte sul quale affaccia il balcone del suo appartamento, teatro del vero e proprio tiro al bersaglio nel quale hanno perso la vita il tenente della Polizia municipale di Napoli Francesco Bruner, 60 anni, e Luigi Cantone, 59enne che era in sella al suo scooter.

Il vigile in gravi condizioni Vincenzo Cinque, il vigile 64enne ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco, è in gravi condizioni e in prognosi riservata. L’uomo, in servizio all’infortunistica stradale e vicino di casa di Murolo, era intervenuto in strada per tenere lontane e al sicuro le persone che accorrevano sul luogo dopo aver sentito gli spari. Ma è stato colpito da Murolo con precisi colpi al collo e al torace.

Già operato venerdì sera, non sarà sottoposto a un ulteriore intervento chirurgico. A quanto riferiscono dalla Asl Napoli 1, la Tac a cui in mattinata è stato sottoposto il paziente “ha evidenziato la possibilità di non effettuare ulteriori operazioni”. Cinque resta in prognosi riservata, in rianimazione e in coma indotto. “Le sue condizioni – ha spiegato Ernesto Esposito direttore generale della Asl Napoli 1 – sono stabili. Gli esami a cui è stato sottoposto il paziente – ha aggiunto – hanno evidenziato il miglioramento di alcuni parametri vitali. Il quadro prognostico, considerando le sue condizioni, può essere letto come favorevole”. Cinque ieri era stato operato al torace per bloccare l’emorragia interna e le lesioni interne causate dai colpi d’arma da fuoco ricevuti. Per quanto riguarda gli altri feriti ricoverati sempre all’ospedale San Giovanni Bosco, sono stati operati e restano ricoverati, ma le loro condizioni “non preoccupano”.