All’Università di Genova, dal prossimo anno accademico, gli studenti transgender avranno titolo per ricevere un doppio libretto universitario. Con i due nomi e cognomi, quello ufficiale e quello di elezione. A Padova, Napoli e Bari il doppio tesserino universitario è stato introdotto da tempo. Il capoluogo ligure ora si allinea. Il provvedimento si rivolge agli studenti che si trovano in quella situazione che viene definita di “transizione“, durante la quale l’individuo non ha ancora assunto la nuova connotazione sessuale e deve fare i conti con un corpo di genere differente rispetto al sesso cui sente di appartenere. Nel massimo rispetto della privacy, dunque, lo studente sarà identificato, ad esempio nella convocazione agli esami, con il suo nome di elezione.

La novità decisa dall’Ateneo genovese verrà presentata nel corso di un convegno che si terrà venerdì 22 maggio alle ore 15 nell’aula magna di via Balbi 5. L’appuntamento non è stato scelto a caso, domenica 17 maggio si celebra la giornata mondiale contro l’Omofobia, che a Genova sarà anticipata a sabato 16 con una serie di iniziative a cura del gruppo Liguria Rainbow. Presenti le associazioni che si sono impegnate per ottenere i doppio libretto: le Princese di don Gallo, Genova Gaya, le Ninfe, Rainbow Pangender, Pansessuale Gaynet. In programma l’intervento del professor Paolo Valerio, presidente dell’Osservatorio sulle identità di genere e docente di psicologia alla Federico II di Napoli. Francesco Bartolini e Francesco Pesce tratteranno gli aspetti giuridici, Luisa Stagi le questioni sociologiche.

Il caso era stato sollevato da uno studente, Andrea, maschio dentro e femmina fuori, che si è rivolto alla commissione Pari Opportunità, che ha l’incarico di prevenire e dissipare ogni caso di discriminazione, comprese ovviamente quelle basate sul sesso. “Il doppio libretto può già essere richiesto, ma sarà operativo soltanto dal prossimo anno accademico”, spiega la professoressa Isabel Fanlo y Cortés, presidente del Comitato Pari Opportunità e docente a Giurisprudenza. “E’ una piccola cosa con un valore soprattutto simbolico. Il cambio di sesso prevede, oltre all’intervento chirurgico, un periodo di visite e terapie psicologiche che non tutti sono in grado di affrontare. Il doppio tesserino consente di vivere in serenità la propria vita e la frequenza universitaria in attesa del cambio di sesso”. La docente spiega che si è trattato di una decisione largamente condivisa perché vi hanno preso parte l’Associazione Approdo, Arci Gay, e altre associazioni che si riconoscono nel coordinamento Liguria Rainbow. Tra esse il gruppo “Gay is not clubber”, creato dagli universitari genovesi.

“E’ stata una scelta consapevole e presa all’unanimità dal Comitato delle pari opportunità, che comprende tutte le componenti dell’Ateneo”, spiega al IlFattoQuotidiano.it la professoressa Gisella De Simone, pro rettore delegata alle questioni generali e legali e docente di diritto del lavoro. “Abbiamo esteso il doppio libretto agli studenti perché la si è ritenuta una questione di civiltà. Lo scopo è quello di evitare imbarazzi ed equivoci nei rapporti con i docenti o con gli uffici dell’Ateneo. La persona insomma potrà essere ufficialmente indicata con nome e cognome prescelti, anche se differenti da quelli registrati dai nostri uffici, che corrispondono alle generalità dell’anagrafe. Ovviamente è stato previsto un rinvio informatico che consente agli uffici di agganciare l’una all’altra le due diverse identità. Il libretto universitario cartaceo, dove un tempo venivano registrati gli esami, sta peraltro scomparendo e lascerà il posto alla registrazione informatica dei dati personali che verrà completata per tutti gli studenti nel corso del prossimo anno accademico”.