La Festa dell’Unità? È in parrocchia. A Roncalceci, paese di 700 anime alle porte di Ravenna, Peppone e don Camillo si danno una mano a vicenda. Nel paesino del ravennate, dove alle elezioni il Pd vola oltre il 70 per cento, la tradizionale Festa democratica – prevista per il fine settimana dal 15 al 17 maggio – si terrà negli spazi adiacenti alla chiesa, con il benestare di don Ugo, il parroco del paese. A fare la scoperta è stato il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Ravenna, Alberto Ancarani, che ora chiede l’intervento della curia per impedire la festa.

Il consigliere azzurro, trovatosi davanti alla locandina della kermesse, incuriosito dall’indirizzo indicato senza un ‘classico’ punto di riferimento come il campo sportivo del paese, quando ha realizzato che la festa democratica si sarebbe tenuta nei locali parrocchiali, ha strabuzzato gli occhi, pensando forse ad un errore. Ma poi ha capito che era tutto vero. «A che punto siamo arrivati? – si chiede –. Non vi è più alcun rispetto per i cattolici che la pensino diversamente dalla linea politica del Pd a Roncalceci e non solo? Mi sono forse perso qualcosa e non mi sono accorto che il Pd sia stato ufficialmente dichiarato il partito ufficiale dei cattolici, pena la scomunica?». Il consigliere ravennate, “vecchio frequentatore” della parrocchia, trova “inaudito” «concedere i locali parrocchiali direttamente al Pd per una festa di tre giorni, anche se ciò si dovesse porre in essere a fronte di un corrispettivo in denaro alla parrocchia». La voce scandalizzata di Ancarani si trasforma infine in una vera e propria crociata rivolta alla Curia: «Mi auguro – conclude – che l’arcivescovo di Ravenna e Cervia e il vescovo di Forlì e Bertinoro non siano a conoscenza dell’accaduto. Se è come auspico, non posso che attendere azioni decise che impediscano un simile scempio. Diversamente, resto in attesa di spiegazioni convincenti».

Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Così, a fornire le spiegazioni richieste dal capogruppo forzista ci pensa don Ugo, il parroco nativo di Roncalceci che ha messo i locali a disposizione del partito della sinistra democratica, trasformando il paesino ravennate in una piccola “Roma città aperta”. «Lo spazio che abbiamo messo a disposizione – precisa – è uno spazio che concediamo a chiunque sia di Roncalceci e lo chieda per una festa per la comunità o per anniversari di matrimonio o compleanni. È a fianco alla chiesa ed è del paese e dei paesani, non importa di quale ideologia. Se un altro partito ci avesse chiesto il locale per organizzare una festa di paese, lo avremmo concesso». A Roncalceci, insomma, non è più tempo per le barriere ideologiche, e anche il responsabile democratico della festa, Samuele Bosi, getta acqua sul fuoco: «Il nostro parroco – ha spiegato Bosi – ha ristrutturato uno spazio adiacente alla chiesa che è diventato un punto di aggregazione per il nostro piccolo paese e ospita tante attività, a cominciare dalla festa patronale. Come gli altri soggetti che ne fanno richiesta, abbiamo chiesto e ottenuto la disponibilità del parroco, ovviamente pagando la quota di affitto che serve alla parrocchia, anche per rientrare delle spese di investimento sostenute».