L’Isis ha rivendicato l’attacco di domenica sera contro una mostra di vignette di Maometto in Texas, tramite un comunicato diffuso sulla web radio al-Bayan. “Due soldati del califfato hanno portato a termine un attacco contro un’esposizione di disegni contro il profeta nella città di Garland in Texas”, afferma una voce all’inizio della registrazione messa in onda dall’emittente che ha sede a Mosul, roccaforte del sedicente califfato in Iraq. Poco dopo il membro dello Stato islamico afferma che si trattava di una mostra d’arte che esponeva “disegni negativi del profeta Maometto”. “Abbiamo detto all’America che quello che verrà sarà più dolorosi e più amaro, e che vedrete che i soldati dello Stato islamico fanno cose orribili“, conclude il messaggio. Non è stato possibile verificare l’autenticità della rivendicazione: se quest’ultima fosse confermata, si tratterebbe del primo attacco sul suolo statunitense rivendicato dall’Isis.

La polizia degli Stati Uniti ha identificato gli autori dell’assalto come Elton Simpson e Nadir Soofi, entrambi residenti a Phoenix in Arizona, che sono stati uccisi dagli spari della polizia durante l’attacco. I due avevano aperto il fuoco con fucili d’assalto contro gli agenti che si occupavano della sicurezza alla mostra con caricature di Maometto a Garland. Lo scorso 7 gennaio 12 persone furono uccise nell’attacco alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo a Parigi, noto per le sue vignette su Maometto. Quell’attentato, compiuto dai fratelli Kouachi, fu rivendicato da Al Qaeda nella penisola arabica, cioè la branca yemenita di Al Qaeda.