La polizia ha risposto con una breve carica quando i circa 40 esponenti dei collettivi hanno tentato l’accesso al Parco della Montagnola dove è arrivato il presidente del Consiglio Matteo Renzi per la festa di commemorazione dei 70 anni della Liberazione e la prima festa dell’Unità. Il bilancio finale è di tre manifestanti, appartenenti al collettivo Hobo, denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, tre contusi, e una festa che si è tenuta in un clima blindato e di particolare tensione.

C’è stato anche un lancio di uova contro gli agenti ed è stato lanciato qualche fumogeno. “Renzi carogna, fuori da Bologna” è quanto urlavano i contestatori che lo aspettavano per fischiarlo; precari della scuola e insegnanti che hanno alzato la voce quando il premier ha preso la parola, soprattutto sui passaggi che riguardavano la scuola. Renzi ha replicato dal palco: “So che ci sono persone che mi vogliono contestare sulla scuola e sono pronto a incontrare chiunque ma libertà è rispondere con un sorriso a chi contesta e dire che non ci facciamo certo spaventare da tre fischi – ha detto, cercando gli applausi della maggioranza degli altri duemila che componevano il pubblico della festa -; abbiamo il compito di cambiare l’Italia e la cambieremo, di non mollare e non molleremo”. 

Durante l’evento c’è stato anche un momento di mediazione. Renzi, infatti, ha avuto con alcuni contestatori un lungo incontro, circa un’ora di un confronto serrato sui temi della “Buona scuola”. “Possiamo discutere nel merito – ha detto il premier -, nel ddl ci sono molte cose che si possono cambiare. Non credo che la proposta del governo sia prendere o lasciare: si può parlare. Ma non lasceremo la scuola soltanto in mano a chi urla. E se il ddl passa, 100mila insegnanti entreranno, se non passa continuerete a fischiare. Questa è la differenza”. Giovanni Cocchi, uno degli insegnanti che ha partecipato al colloquio, ha in seguito commentato: “Quella di Renzi è stata una prova d’ascolto. Non sappiamo quanto dettata dalla propaganda, visto che nei luoghi propri, ovvero il Parlamento, questa capacità d’ascolto non c’è. La distanza fra noi è rimasta immutata e non può essere certo accorciata da un colloquio”.

La festa era “blindata” al parco della Montagnola. Circa un centinaio gli uomini delle forze dell’ordine presidiavano gli accessi al parco per via dei due distinti presidi organizzati per contestare il governo. Uno è quello dei centri sociali (coinvolti nei tafferugli) che si sono dati appuntamento in piazza XX Settembre, l’altro dei Cobas scuola: sono gli stessi che fecero annullare l’incontro con il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e che si sono riuniti in piazza Otto Agosto. In un secondo momento le manifestazioni si sono avvicinate (ma non unite).