I ventisei portavoce del movimento Gezi Park del 2013 sono stati assolti da un tribunale di Istanbul. Gli accusati – riferisce lo Zaman online – rischiavano pesanti condanne al carcere per presunta appartenenza a una “organizzazione criminale”. Ma i giudici hanno deciso che quei ragazzi che il 28 maggio sono scesi in piazza per manifestare contro il premier Erdogan dando vita ad una protesta che resterà nella storia del Paese non stavano facendo nulla di male. Nella lista degli assolti ci sono la presidente dell’Ordine degli Architetti e il segretario generale dell’Ordine degli Ingegneri di Istanbul, Muccella Yapici e Ali Cerkezoglu.

Le proteste di Gezi Park iniziarono da un gruppo di ecologisti che opponendosi alla costruzione di un centro commerciale, si piazzarono davanti alle ruspe che volevano abbattere gli alberi vicino a Piazza Taksim a Istanbul. La violenta reazione della polizia diede il la a una delle più grandi proteste del Paese, che partendo dall’indignazione per l’uso sproporzionato della forza si trasformò in una rivolta di carattere più generale, contro l’islamizzazione del Paese e per una maggiore democrazia. Durante quei giorni ci furono 8 morti e oltre ottomila feriti. La polizia eseguì migliaia di arresti e centinaia di persone furono incriminate con vari capi d’accusa, tra cui quelli di terrorismo e di tentativo di rovesciare il governo.

La 33ma Corte di Prima Istanza di Istanbul ha decretato che i 26 accusati non avevano commesso alcun reato. Dopo la sentenza Cerkezoglu ha detto ai cronisti che il processo contro i 26 della Piattaforma Taksim era “politico” e non aveva alcuna base legale. Yapici ha invece chiamato gli oppositori al governo islamico a manifestare il primo maggio su Piazza Taksim nonostante il divieto delle autorità: “il Primo Maggio – ha detto – saremo di nuovo a Taksim”.

Ma intanto il governo si prepara per il Primo Maggio a schierare più di 10.000 poliziotti proprio intorno a Piazza Taksim, che dal 1977 non viene più concessa per la manifestazione della festa dei lavoratori dopo la morte di 34 persone durante gli scontri che seguirono le proteste. La polizia – secondo quanto riportato dal quotidiano Hurriyet – ha già preparato idranti e altri mezzi per contrastare le proteste di gruppi anti governativi non autorizzate.

In questi giorni poi, il quotidiano islamico Vahdet, vicino al governo, ha polemizzato nei confronti di alcuni manifesti affissi a Istanbul che rappresentano quattro ragazzi mentre saltano, denunciando preparativi di provocazioni da parte di giovani del movimento di Gezi Park. Peccato però, ha fatto notare la stampa di opposizione, che i quattro giovani in questione fossero i Beatles, nella copertina di “Twist and Shout” del 1963 e che il manifesto annunciasse una festa. Ma Fatih Akkaya, il giornalista autore del pezzo ha replicato dichiarandosi fiero della propria ignoranza: “Ci accusano di non sapere chi sono i Beatles. Per noi è motivo di orgoglio”.