Scoppia il caso Invalsi. Per la prima volta il test di valutazione rischia di saltare il 5 maggio a causa dello sciopero. E se da una parte il sindacato, in maniera unitaria, ribadisce che la prova va fatta nelle giornate decise da tempo dall’istituto di villa Falconieri; dall’altro canto, qualche dirigente sta ipotizzando uno spostamento della data della prima prova. Anzi qualcuno pensa persino di precettare gli insegnanti.

A dieci giorni dalla somministrazione del test, nella scuola elementare è il caos. Da tempo i Cobas avevano programmato, come ogni anno uno stop delle lezioni contro le prove Invalsi nei giorni 5, 6 e 12 maggio (giorno della somministrazione alle superiori). La proclamazione della protesta di Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda, nello stesso giorno di martedì 5 ha creato non pochi problemi dal momento che lo sciopero che vede cinque sigle in stato di agitazione, porterà un massiccio numero di maestri a stare a casa. Non tutti sciopereranno contro il sistema di valutazione ma la scelta della medesima data avrà delle conseguenze proprio sul test.

“Alcuni presidi – spiega Piero Bernocchi, portavoce nazionale di Cobas Scuola – che si ritengono già dotati di super poteri, stanno comunicando ai docenti che le prove Invalsi sarebbero recuperate in altra data, nel caso in cui non venissero svolte per gli scioperi indetti da tempo. Queste comunicazioni non solo sono illegittime ma anche gravemente antisindacali poiché si intenderebbe “recuperare” un’attività non svolta per sciopero. Non è assolutamente previsto dall’Invalsi che possano essere recuperate le prove non svolte per qualsiasi motivo e chiaramente in questo caso si compirebbe una chiara attività antisindacale”. Bernocchi è pronto a diffidare e denunciare i presidi che si comporteranno in questo modo.

Una presa di posizione condivisa dal segretario della Fcl Cgil Mimmo Pantaleo: “Queste prove si svolgono il 5, il 6 e il 12 maggio. Non possono essere rinviate. Chi decide di non aderire allo sciopero dovrà somministrare test, ma chi aderisce alla manifestazione non si deve preoccupare. Non potrà essere precettato e non avrà alcun obbligo di correzione”. Secondo Pantaleo, vi sono pressioni da parte di alcuni dirigenti ma non potranno fare nulla. Gli stessi confederali con Sbals e Gilda hanno precisato in un comunicato: “La Legge 146/90, prevede per la scuola che in caso di sciopero il dirigente individui un contingente per assicurare i “servizi minimi” che sono quelli previsti dall’allegato del Contratto nazionale. Le prove Invalsi non sono sicuramente comprese tra le prestazioni indispensabili e quindi nessun docente può essere precettato”.

Una preoccupazione per alcuni insegnanti che ammettono pressioni: “Nella mia scuola – spiega Rosaria, docente di una scuola primaria di Milano – si vocifera di uno spostamento di data perché non può essere annullata la prova. Ci aspettiamo che venga invece rispettata la nostra volontà di scioperare. Altrimenti a che serve stare a casa?”. In viale Trastevere, sede del ministero dell’Istruzione, intanto non sembrano porsi il problema più di tanto, visto che toccherà al presidente di Invalsi Anna Maria Ajello prendere la decisione.