“Per quanto mi riguarda i 23 mila dipendenti comunali capitolini lavorano sempre e quella è una loro giornata di festa. Un diritto”. Così ai microfoni de ilfattoquotidiano.it Svetlana Celli, presidente della Commissione Personale di Roma Capitale (consigliere comunale della Lista Civica Marino), difende la festività del 21 aprile, in onore della quale domani tutti gli uffici comunali della Capitale rimarranno chiusi. Solo alcune categorie che devono garantire i servizi cosiddetti “essenziali” dovranno domani recarsi al lavoro, come il personale scolastico e i vigili urbani. I cartelli campeggiano all’entrata di molti uffici, ma pochi tra gli utenti ci hanno fatto caso. E domani, certamente, si registreranno non pochi disagi per chi si recherà agli sportelli.
Istituita da Benito Mussolini come festa del lavoro fascista, in sostituzione del 1°maggio, la festività del 21 aprile, che celebra il Natale di Roma, venne soppressa nei suoi effetti civili con la caduta del fascismo, tranne che per i lavoratori di Roma. Peccato però che da quel momento solo i dipendenti comunali della Capitale hanno continuato a godere di una doppia festività, il 21 aprile e il 29 giugno (festa dei SS. Pietro e Paolo), in deroga al contratto nazionale collettivo, per cui in ogni città italiana è festa solo il giorno del Santo Patrono. Un disagio in più per il cittadino, ma anche un danno economico per le casse comunali, dal momento che chi lavorerà domani riceverà gli straordinari ma, ribadisce la Celli, “sono ricorrenze che vanno rispettate e quindi le festività vanno pagate – afferma la Celli – il lavoro va fatto negli altri giorni, la produttività degli impiegati dovrà essere analizzata nelle altre giornate”.
Eppure c’è chi ha provato a cancellare questo privilegio. Nel dicembre 2007, sotto la giunta di centrosinistra di Walter Veltroni, fu avanzata una proposta per l’abolizione di questo festivo extra: “E’ un’assoluta anomalia. Ma ogni anno, quando si avvicinava il 21, c’era un gran giro di carte confuso e curioso tra il Comune di Roma, il Governo, il ministero dell’Interno, per giustificare questa ricorrenza – ci racconta Pietro Barrera, a quel tempo direttore del Dipartimento del Personale e promotore della delibera che avrebbe dovuto cancellare la festività –, ci si appellava persino a delle norme remotissime, sulle feste tradizionali, pur di mantenerla”. A poche settimane dalla proposta di Barrera, però, il mandato amministrativo di Veltroni finì anticipatamente e di quella delibera si persero le tracce. Così, mentre proprio nella giornata di domani, secondo gli intenti del sindaco Ignazio Marino (Pd), dovranno essere presi provvedimenti disciplinari nei confronti del personale del settore trasporto pubblico, dopo lo sciopero selvaggio di venerdì scorso, con buona pace dei cittadini romani, tutti gli uffici comunali terranno gli sportelli serrati  di Giulia Di Stefano