Un altro naufragio al largo delle coste europee, dopo la tragedia avvenuta domenica 19 aprile nel Mediterraneo. Questa mattina un barcone con 200 migranti è affondato davanti alla costa orientale di Rodi, nell’arcipelago del Dodecaneso, in Grecia. “La barca – ha riferito la polizia – si è arenata sugli scogli vicino al porto. Ci sono tre morti, tra cui un bambino“. Novanta le persone messe in salvo. Tra i sopravvissuti ci sono in gran parte siriani ed etiopi, tra cui 22 donne e 6 bambini. I morti sono un uomo, una donna e un neonato. Secondo le stime iniziali, a bordo della nave di legno ci sarebbero state circa 200 persone, ma dopo ore di ricerche le autorità hanno dichiarato che non ci sono altri dispersi.

Un portavoce della guardia costiera ha riferito all’agenzia Efe che 57 passeggeri sono stati trasportati in un commissariato e 23 sono stati portati in ospedale. L’incidente è avvenuto intorno alle 9 ora italiana, quando per motivi ancora sconosciuti l’imbarcazione si è incagliata sulle rocce vicino alla spiaggia di Sefiros ed è poi affondata. Molti si sono buttati in acqua e sono riusciti a mettersi in salvo con l’aiuto degli abitanti del posto che si trovavano sulla spiaggia. I superstiti hanno raccontato che la nave è partita dalla Turchia e che ciascuno di loro ha pagato 2.500 agli scafisti. Il capitano è fuggito su una motonave quando la barca è arrivata vicino alla costa.

Grecia, il governo annuncia piano d’emergenza – Nelle ultime settimane è aumentato in modo consistente il numero dei migranti che arrivano in Grecia, che è una delle principali porte di ingresso nell’Unione europea. Si stima che in media ogni giorno arrivino 100 persone: secondo i dati della guardia costiera greca, solo venerdì scorso le isole del Mar Egeo hanno accolto 141 migranti e rifugiati. Nel primo trimestre del 2015 la Grecia ha accolto in totale 10.445 migranti senza documenti via mare, mentre nello stesso periodo del 2014 erano arrivate 2.863 persone.

Il governo greco ha annunciato un piano di emergenza che prevede il trasferimento dei migranti arrivati di recente dalle isole a tutto il resto del Paese, dal momento che le isole non dispongono delle infrastrutture necessarie e si creano situazioni di affollamento. L’esecutivo ha in programma di noleggiare delle imbarcazioni per potere trasportare gli immigrati, ragion per cui ha chiesto un finanziamento all’Ue. Atene ha inoltre assicurato che, se necessario, come ultima possibilità si utilizzeranno sedi abbandonate del governo e dell’esercito per l’accoglienza. In più occasioni la Grecia ha chiesto l’appoggio ai partner europei per gestire il flusso di persone che arrivano dal mare sulle sue coste, sottolineando che la guardia costiera è sommersa dal lavoro.