Christian Fernandez, 9 anni,  è al parco. Gioca con altri bambini sotto gli occhi del nuovo compagno della mamma, Christian Lanzani, che se ne va: deve portare le medicine a sua madre. Non si preoccupa di lasciare solo il piccolo. Sua moglie, Lisette Santa Cruz, cubana di 31 anni, lo ha appena chiamato: “Arrivo subito”. Christian allora si allontana. E’ tranquillo. Il bimbo continua a rincorrere e a tirare calci al pallone: è l’ultima immagine che resta di lui. Perché quando Lisette arriva al parco di via Bernardo Maggi, periferia di Brescia, del figlio non c’è più nessuna traccia. Lo cerca dappertutto. Percorre mille volte il chilometro che separa il parco dalla loro abitazione. Si spinge oltre. Poi si convince a chiamare le forze dell’ordine che, coordinate dalla Prefettura, predispongono il piano di ricerche nel caso di scomparsa di nimori. E’ il tardo pomeriggio di giovedì 2 aprile. Dopo 24 ore, Christian Fernandez sembra ancora svanito nel nulla.

Nella serata di venerdì 3 aprile, in Questura si parla ancora di “scomparsa”, non di sequestro di persona o di altro. Perché il sospetto degli investigatori della squadra mobile è che il piccolo si sia allontanato con una persona conosciuta. Forse con il padre naturale, uno spagnolo di 27 anni di Alicante, con precedenti penali che da Lisette si è separato dopo un matrimonio burrascoso in cui sembra fossero frequenti i maltrattamenti ai danni della donna. E che al momento è irreperibile.

Lisette, due anni fa, aveva lasciato la cittadina spagnola per andare a vivere a Brescia, dove si era ricostruita una vita con Christian Lanzani da cui ha avuto anche una bambina che ora ha un anno. L’ex marito non la sentiva da tempo, ma non è improbabile che avesse raccolto informazioni da persone che vivono ad Alicante e con cui Lisette è rimasta in contatto. La pista famigliare è avvalorata dallo stesso Lanzani: l’ultimo ad aver visto Christian, che, prima di essere sentito in Questura, aveva mostrato una certa calma: “Sicuramente non si è allontanato da solo. Rimaniamo tranquilli e siamo speranzosi che l’allarme rientri”.

Ma i detective della mobile non escludono le altre piste. Anche se quella dei minori contesi sembra quella più concreta. Intanto ogni segnalazione viene passata al setaccio. Poliziotti, provenienti anche da Milano, vigili del fuoco e il personale della Protezione civile si sono concentrati nei parchi di Brescia. Sono state le numerose segnalazioni di cittadini che credevano di aver visto il bambino a portare lì i soccorritori, anche con i cani. Senza, però, trovare riscontri.