Sarebbe stata una battaglia tra stella e pianeti, tra Sole, Giove e Saturno a rendere unico il nostro Sistema solare e permettere la formazione della Terra, una tipologia di pianeta ‘raro’: a dimostrarlo è la simulazione al computer elaborata da Gregory Laughlin dell’Università della California a Santa Cruz sulla base dei possibili cambiamenti avvenuti nell’orbita di Giove durante le prime fasi di formazione del Sistema Solare.

Lo studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) spiega così perché il nostro sistema sia diverso dagli altri scoperti finora. Di stelle circondate da pianeti se ne conoscono ormai diverse centinaia eppure praticamente tutti i sistemi planetari osservati sono diversi dal nostro.

La grande differenza è infatti dovuta alla presenza dei pianeti rocciosi piccoli e a ‘buona’ distanza dal Sole (i casi di Venere, Terra e Marte) mentre le altre stelle hanno pianeti rocciosi solitamente molto più grandi, le cosiddette SuperTerre, e molto molto vicini alla stella: “Il nostro sistema solare – ha spiegato Laughlin – ci appare sempre più una ‘stravaganza'”.

Per cercare di capire questa stranezza i ricercatori hanno simulato al computer la possibile evoluzione del Sistema solare tenendo conto di alcuni nuovi studi che dimostrerebbero che Giove nella sua giovinezza ‘vagabondo’, ossia dopo essersi formato si avvicinò lentamente al Sole per poi tornare ad allontanarsi a causa dell’attrazione di Saturno.

Secondo le simulazioni questi cambi di orbita avrebbero di fatto ‘spazzato’ via i primi pianeti rocciosi che si erano formati. Il successivo riallontanamento di Giove dal Sole permise la formazione di nuovi pianeti stavolta più piccoli e distanti, Mercurio, Marte, Terra e Venere. Lo studio dimostrerebbe quindi che la formazione di pianeti come la Terra sarebbe rara e possibile solo in presenza di ‘lotte’ tra la stella e due pianeti giganti, come Giove e Saturno.

Lo studio su Pnas