Ha deciso di dimettersi, ma partecipa alle consultazioni per decidere il suo successore. Insomma Maurizio Lupi non è più al governo, ma è come se ci fosse ancora e nelle scorse ore è andato a un incontro con Matteo Renzi e Angelino Alfano per decidere del futuro. Solo il 20 marzo scorso però, l’ex ministro ai Trasporti aveva deciso il suo passo indietro dopo che il suo nome è comparso nelle intercettazioni di Ercole Incalza, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per le Grandi opere. E al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio ha commentato: Graziano Delrio dopo di me? Tocca al premier decidere”, ha detto Lupi, “in quel caso il problema mi sembra sia capire chi lo sostituirebbe come sottosegretario”. E sul ruolo di Area popolare, Lupi ha aggiunto: “Non è un problema di poltrone ma di rappresentatività, stiamo discutendo con Renzi in queste ore su quale sia la scelta più utile. Abbiamo molto apprezzato la scelta di Matteo Renzi di fare un interim breve alle Infrastrutture per non indebolire l’azione di governo”.

Nel pomeriggio Alfano ha incontrato insieme a Lupi la De Girolamo, a breve chiamata a lasciare il posto da capogruppo alla Camera della neo costituita Area Popolare. La decisione verrà presa dalla assemblea del gruppo (come è già avvenuto al Senato, dove è stato scelto Renato Schifani), ma in queste ore circola una lettera, firmata da diversi deputati di AP, dove non si chiedono le dimissioni ma le si prospettano implicitamente. “Il posto serve per Lupi”, dice una fonte assai vicina alla De Girolamo, alla quale si contesta una linea troppo anti-renziana per essere la presidente di un gruppo di maggioranza, ed una ostentata volontà di ricostruzione del centrodestra con Fi.

Quanto alla partita del governo, la richiesta di Alfano resta quella di avere un ministero di peso e con portafoglio (mentre ancora non è chiaro se la competenza sui fondi Ue sarà associata agli Affari regionali). Alfano intende comunque, da qui a dopo Pasqua, ponderare bene le sue scelte e farlo in autonomia, per stoppare le voci che lo vogliono supino al premier Renzi. Intanto Gaetano Quagliariello, al quale Alfano ha pensato in un primo momento per Palazzo Chigi, rende noto che resterà coordinatore del partito. Non perché il presidente del Consiglio abbia espresso preferenza per una donna centrista al governo (per un riequilibrio di genere dopo l’uscita della Mogherini e della Lanzetta) ma perchè, spiega Quagliariello, “dopo il gesto di rara correttezza” di Lupi “la vera sfida è per me quella delle prossime elezioni regionali, occasione per provare ad edificare qualcosa di nuovo e di importante”. Quanto al governo, Quagliariello assicura che Ncd farà le sue valutazioni “senza fretta e in assoluta autonomia, perchè siamo un partito nato per costruire con dignità un progetto politico e non per riempire caselle”.