Papa Francesco toglie la porpora al “cardinale molestatore” scozzese Keith Michael Patrick O’Brien. L’arcivescovo emerito di Saint Andrews and Edinburgh non aveva già partecipato al conclave del 2013 che ha eletto Bergoglio proprio perché aveva ammesso i suoi “peccati” di natura sessuale con 4 sacerdoti. Quello applicato da Papa Francesco è un provvedimento durissimo e storico. Nessun pontefice negli ultimi decenni lo aveva mai preso. L’ultimo precedente risale a Pio XI, al secolo Achille Ratti, che nel 1928 tolse la berretta rossa al cardinale francese Louis Billot che aveva pubblicamente solidarizzato con una rivista del suo Paese già oggetto di una censura da parte del Papa. Ma in quel caso il provvedimento pontificio era stato dettato da motivi politici e non per comportamenti di natura sessuale come, invece, è avvenuto per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica con Francesco.

In un comunicato del decano del Collegio cardinalizio, Angelo Sodano, si legge che Bergoglio “ha accettato la rinuncia ai diritti e alle prerogative del cardinalato presentata, al termine di un lungo itinerario di preghiera dal cardinale O’Brien. Con questo provvedimento il Papa manifesta a tutti fedeli della Chiesa in Scozia la sua sollecitudine pastorale e li incoraggia a continuare con fiducia il cammino di rinnovamento e di riconciliazione”. Creato cardinale da Giovanni Paolo II nel 2003, da oggi O’Brien è un semplice arcivescovo. In uno dei suoi ultimi atti di governo della Chiesa prima di lasciare definitivamente il pontificato, Benedetto XVI aveva accettato le sue dimissioni anticipate dal governo della diocesi di Saint Andrews and Edinburgh. Il Papa tedesco, precisò in quell’occasione il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, era stato “opportunamente informato” sulla condotta sessuale del cardinale scozzese.

Accusato di “comportamenti inappropriati“, alla vigilia del conclave del 2013 O’Brien aveva fatto mea culpa riconoscendo che la sua condotta sessuale “è scesa al di sotto degli standard che ci si doveva aspettare da me come prete, arcivescovo e cardinale”. Per questo motivo O’Brien aveva deciso di non prendere parte né alle congregazioni generali dei cardinali durante la Sede Vacante, né al conclave che avrebbe eletto il nuovo Papa. La prima denuncia contro l’ormai ex porporato scozzese risale a fatti accaduti nel 1980 ed è stata fatta da un ex seminarista del collegio di Saint Andrews, ai tempi ventenne e oggi sposato, che considerava O’Brien la sua guida spirituale. Altri tre seminaristi dell’epoca, oggi sacerdoti, hanno raccontato di avere avuto rapporti inappropriati con l’ex porporato in diverse occasioni: in una parrocchia, alla residenza dell’ex cardinale e durante sedute di preghiera notturne. “Dovete capire – ha spiegato uno di loro alla stampa – la relazione che esiste tra un vescovo e un sacerdote. Quando prendi l’ordine, presti giuramento di obbedienza anche verso di lui. È più del tuo capo, più del Ceo della tua compagnia. Lui ha un enorme potere su di te. Non è che arrivi lì e gli dai un calcio nelle palle”.

Inoltre Francesco ha condannato nuovamente la pena di morte e l’ergastolo. Per Bergoglio quest’ultima, “così come tutte le condanne che per la loro durata rendono impossibile per il condannato progettare un futuro, può essere considerata una pena di morte nascosta perché non si priva la persona solo della sua libertà ma anche della speranza”. Per il Papa il sistema penale può rinchiudere i trasgressori ma “mai deve privarli della loro speranza”. Francesco ha ribadito, inoltre, che “oggi la pena di morte è inammissibile”, dando conto con quest’espressione del grande cambiamento introdotto da Giovanni Paolo II e dall’allora cardinale Ratzinger nel catechismo della Chiesa cattolica.