C’è in questa settimana solo un vero punto di contatto fra la nostra televisione e quella anglo francese: The Voice. Ma noi lo troviamo al giovedì su un canale collaterale mentre loro lo trasmettono di sabato sulla rete principale. In Francia su TF1, la Mediaset locale. In Gran Bretagna nientepopodimeno che sul primissimo canale della BBC. Chi è lo strano: noi o loro? Diremmo che la scelta strana è la nostra perché The Voice è effettivamente perfetto per i reclusi del sabato sera: un po’ reality, perché spreme le personalità dei concorrenti, molto varietà perché una canzone tira l’altra, molto cazzeggio da parte della giuria.

E infatti è poco comprensibile che The Voice, non venga impiegato al sabato come antidoto a C’è Posta per Te di Canale 5, preferendo le gelide, fantasmagorie, di Notti sul Ghiaccio, per di più costrette al campo lungo e dunque del tutto inadatte a creare complicità con lo spettatore del piccolo schermo. Come che sia, resta il fatto che l’ora del vero varietà in Francia e Gran Bretagna scocca solo al week end (chi non fa The Voice s’arrangia con game show e variazioni di Ieri e Oggi (previsti anche i Ricchi e Poveri, su France 2). Mentre in Italia la Rai, con Rai2, s’allunga anche agli altri giorni.

Per questo la tv generalista degli altri appare più “modesta”, tant’è che, a essere sinceri, se fossimo a Parigi o Londra andremmo più spesso al cinema, non sopportando l’alluvione di programmi di cucina (parliamo sempre della prima serata!). Del resto non è un caso che in ambedue quei Paesi i botteghini e la pay tv siano più visitati che da noi.

Il che sembrerebbe indicare un lato positivo della nostra tv pubblica, più brava ad accontentarci. Se non sospettassimo che tutto questa spettacolarità “usa e getta” spalmata nella settimana sia abbastanza figlia della annosa spartizione dei ruoli del Duopolio. Dove la Rai ingombra il consumo per frenare lo sviluppo della nuova e vera concorrenza, tutto a favore di quella finta. E siccome disperde soldi in molti nani e moltissime ballerine, pochi gliene restano per impostare prodotti a “utilità ripetuta”, capaci di andare per il mondo. Perché in tv, come in natura, tutto si tiene