Bere un bicchiere di rosso a pranzo potrebbe diventare pericoloso per i professori dell’alberghiero “Carlo Porta” di Milano. Per loro è scattata l’operazione del test con l’etilometro. Il dirigente della scuola milanese, Francesco Antonio Malaspina, ha deciso di controllare i suoi prof e di sottoporli a campione alla prova dell’alcool. Una decisione subita da alcuni docenti che l’hanno vista come una vessazione. Questione di sicurezza secondo la presidenza che si appella a una circolare del 2013 dell’ufficio scolastico regionale dove si vieta l’assunzione e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche come in ogni altro luogo di lavoro.

Nelle scorse settimane i docenti del “Carlo Porta” hanno ricevuto un modulo con il quale autorizzavano il medico competente a effettuare il trattamento sanitario che consiste nel test alcolimetrico con etilometro. Un controllo per essere certi che nessun prof, di italiano, di storia, di geografia o di cucina, entri in aula o in laboratorio alticcio. Non solo: se qualcuno si dovesse rifiutare, il medico sarà costretto ad informare immediatamente il datore di lavoro che provvederà ad allontanare il lavoratore per motivi sanitari. Impossibile dire di no al test: il preside è pronto a licenziare o a trovare una nuova mansione al docente. Qualcuno non ha visto di buon occhio la decisione del numero uno del “Carlo Porta”: su 143 insegnanti, 141 hanno accettato la proposta ma i malumori non mancano. L’idea di essere sottoposti a un test dell’alcool pare a molti docenti esagerata dal momento che non vi sono testimonianze di prof soggetti a dipendenze.

Non mi risulta che un docente possa essere obbligato – spiega il segretario dell’Flc Cgil Lombardia Tobia Sertori – a fare un simile controllo. Il dirigente potrebbe fare una contestazione qualora si manifesti il caso di un docente che si presenta in aula ubriaco ma nessuno può essere costretto ad accettare un simile provvedimento che mi sembra esagerato”.

Una questione che aveva già fatto discutere in Piemonte dove lo scorso anno era stata approvata una legge regionale in applicazione di una norma nazionale che impone l’alcol test anche agli insegnanti, per motivi di sicurezza. La beffa è che i soldi per fare i controlli non sono mai arrivati. Le scuole non li hanno e la Regione aveva promesso una convenzione gratuita. Qualche preside aveva tentato di adeguarsi facendo una convenzione con i medici ma i sindacati avevano chiesto e ottenuto dall’ufficio scolastico regionale una nota che intimava alle scuole di non fare nulla, perché l’atto di indirizzo sugli alcol test era ancora “in corso di definizione”.

La maggior parte dei dirigenti, tuttavia, in Piemonte aveva rimarcato l’assenza di finanziamenti per potersi adeguare alle disposizioni legislative. La soluzione prospettata in Piemonte era un compromesso: evitare controlli di massa ed esami generali, ma circoscrivere l’alcol test soltanto ai casi più critici in cui si segnala l’effettiva presenza di problematiche.