Il “Cos’è Hotel” è una struttura totalmente abusiva, realizzata in totale spregio del permesso di costruire e della normativa nazionale e regionale”. Con queste motivazioni la Guardia di Finanza e la polizia provinciale hanno sequestrato a Reggio Calabria un albergo di proprietà dell’imprenditore Ignazio Battaglia che, diversi mesi fa, si è visto applicare i sigilli in un’altra struttura ricettiva al centro della città: l’ “È hotel”. Questa volta i sigilli sono stati applicati all’albergo a 4 stelle “Cos’è hotel” che comprende l’Armacà Hotel e il Resort dello Stretto.

Oltre a Battaglia, sono indagati la moglie Adriana Carmela Varone, il direttore lavori Armando Russo e il collaudatore del Comune Giuseppe Scaramozzino. Su richiesta del pm Matteo Centini, il gip Caterina Catalano ha disposto il sequestro preventivo in quanto dalle indagini è emersa la natura abusiva della struttura alberghiera realizzata senza rispettare i permessi per costruire rilasciati dal Comune di Reggio Calabria. In sostanza, l’albergo è stato costruito in una zona agricola mentre parte dell’opera è stata realizzata in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico.

Pesantissime le considerazioni fatte dalla Procura della Repubblica e condivise dal gip nel decreto di sequestro preventivo grazie al quale le Fiamme Gialle e la polizia provinciale hanno applicato non solo i sigilli all’albergo, ma hanno anche impedito all’imprenditore di usufruirne in attesa che si concluda l’inchiesta. Un provvedimento che è stato notificato anche a Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Reggio all’interno del quale Battaglia avrebbe goduto di importanti entrature che gli hanno consentito di costruire senza subire controlli.

Nel motivare la misura cautelare, infatti, i magistrati sottolineano che “la vicenda amministrativa relativa al rilascio del permesso di costruire dimostra nella sua enorme gravità come, da un lato, il Battaglia non esiti a perseguire i suoi scopi ed interessi commerciali ed imprenditoriali in violazione di qualsiasi norma di legge anche posta a tutela della pubblica incolumità, mentre dall’altro evidenzia come lo stesso possa vantare importanti e influenti sponde all’interno dell’amministrazione comunale la quale non costituisce affatto un presidio di legalità e garanzia del rispetto della normativa urbanistica-edilizia”.

Secondo la Procura, infine, non è stata rispettata neanche la normativa antisismica e questo rappresenta un “rischio per la pubblica incolumità da considerare assolutamente non sanabile”. Ecco perché l’intero edificio del “Cos’è hotel” e le sue pertinenze sono “da demolire”.