Continuità con il passato o rottura: lo scontro tra il Pd e il Movimento 5 stelle di Livorno si gioca adesso sul porto, tassello chiave dell’economia locale. E’ proprio la nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale (chiamato significativamente il “sindaco” del porto) a scatenare polemiche. Il primo mandato del 76enne avvocato genovese Giuliano Gallanti a capo dell’Authority scadrà il 13 aprile: fu nominato dall’allora ministro Altero Matteoli che scartò il candidato proposto dagli enti locali (tutti a guida Pd), Roberto Piccini. Gli scontri sull’eventuale rinnovo o sulla successione di Gallanti sono iniziati da tempo. A decidere sarà il governo Renzi e in particolare il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi. Lo scontro è dunque politico e a più livelli, anche se l’obiettivo dovrebbe essere di nominare una personalità espressione della propria visione di sviluppo. Sullo sfondo della polemica i primi segnali di debole ripresa del porto, dopo anni bui: il 2014 (28 milioni di tonnellate di merci) si è infatti chiuso con un aumento di traffici pari all’1,4% rispetto al 2013. Una mini-ripresa, anche se i 34 milioni del 2008 appaiono ancora ben distanti.

Aumenta il “peso” del Pd
Il ministro Lupi – come prevede la legge sui porti – nominerà il presidente d’intesa con il governatore Enrico Rossi (Pd) sulla base della terna di nomi presentati da Comune di Livorno, Provincia, Comune di Capraia e Camera di commercio. Anche Collesalvetti (la cui giunta è guidata da Lorenzo Bacci, renziano e segretario del Pd livornese) ha però potuto avanzare un nome: malgrado non sia bagnato dal mare il Comune ha di recente ottenuto (non senza polemiche) l’autorizzazione a entrare in comitato portuale. Un ingresso che in questa partita aumenta il “peso” del Pd visto che anche la Provincia (guidata dal sindaco di Rosignano Alessandro Franchi) è in mano al partito.

Sfida a tre: Gallanti, Guerrieri o Batini?
Lupi dovrà scegliere tra lo stesso Gallanti (un passato in Regione Liguria nei gruppi Pci e Ds, ora sostenuto da Provincia, Capraia e Collesalvetti), il commissario della Port authority di Piombino Luciano Guerrieri (ex sindaco della città dell’acciaio dal 1995 al 2004, indicato da Camera di commercio e Capraia) e l’economista Nicoletta Batini (dirigente al dipartimento del Tesoro del Mef, proposta dal sindaco di Livorno Filippo Nogarin). Se da una parte Guerrieri e Gallanti (“catapultato” a Livorno nel 2011 grazie all’intesa tra Matteoli e Rossi) rappresentano la continuità con gli indirizzi passati, Batini rappresenta la volontà del M5s di cambiar rotta: “Livorno negli ultimi anni ha avuto una serie di sedicenti esperti che l’hanno portata a un declino molto grave” ha dichiarato la Batini al Messaggero marittimo.

Nogarin e l’ex grillina che piaceva al Pd
Poi c’è la questione del curriculum di Nicoletta Batini. Non certo quello professionale: un lavoro al Fondo monetario internazionale, laurea in economia alla Scuola Sant’Anna di Pisa, dottorato in Finanza Internazionale e Phd ad Oxford in economia monetaria. Ma quando nel 2012 lavorava a Washington fondò un meet-up (anche se ha poi precisato di non essersi mai iscritta al Movimento Cinque Stelle). Poi la folgorazione per Renzi e nel 2014 il corteggiamento da parte di un’ala del Pd labronico che avrebbe voluto candidarla a sindaco: l’economista dette la sua disponibilità ma le fu preferito Marco Ruggeri che poi è stato sconfitto al ballottaggio proprio da Nogarin.

Le incertezze della riforma della legge 84/94
La partita si intreccia peraltro con la riforma della legge sui porti. In attesa del testo definitivo, Lupi potrebbe far saltare tutte queste scacchiere e decidere di nominare un commissario (scegliendo tra i nomi della terna) e poi, una volta approvata la riforma, nominare il presidente. Potrebbe anche ripetersi quanto avvenne nel 2011: Gallanti venne prima nominato commissario e poi, dopo 3 mesi, presidente (anche grazie all’ok di Comune di Livorno, Provincia e Capraia). E infine resterà da vedere se avverrà o meno l’accorpamento tra le authority di Livorno e di Piombino.

Darsena Europa, riparazioni navali e crociere
Il Pd spinge per l’approvazione definitiva e la realizzazione di quanto previsto dal nuovo piano regolatore portuale (quello in vigore risale al 1953) mentre i Cinque Stelle frenano e chiedono approfondimenti. Al centro dello scontro soprattutto la Darsena Europa: 1500 metri di banchine per navi extra large, fondali a meno 17 metri; costo per il primo step 650 milioni, ma il progetto originario costerebbe il doppio). Il sindaco Filippo Nogarin ha parlato di “montagna di cemento” e sembrerebbe intenzionato al limite a una versione “light” (e anche Gallanti vuole concentrarsi sui primi lotti funzionali). La stessa Batini ha chiarito la sua posizione: “Ribadisco il mio sì alla prima fase della Darsena Europa e a una veloce adozione del piano del porto”. Le polemiche riguardano anche il futuro delle riparazioni navali (il M5s chiede spazio anche per le grandi imbarcazioni) e la privatizzazione della Porto2000, società che gestisce il terminal crociere (il bando di gara sarà pubblicato nei prossimi giorni ma i pentastellati si sono sempre opposti all’operazione).

Il nuovo piano del porto. Sessant’anni dopo
Il nuovo piano regolatore portuale ridisegna la geografia dello scalo e ne razionalizza le aree. Dopo un dibattito decennale il taglio del traguardo finale sembrava ormai essere a un passo: il 19 dicembre 2013 il comitato portuale adottò infatti il nuovo testo e c’è chi parlò di “svolta storica”. Il via libera all’approvazione della variante anticipatrice al piano strutturale del Comune di Livorno e il passaggio in consiglio regionale veniva considerata una semplice formalità. L’elezione a sindaco di Nogarin ha però cambiato le carte in tavola. Il M5s ha infatti chiesto di approfondire alcuni aspetti (“nessuno stop allo sviluppo, ma non possiamo dire sì a scatola chiusa”) e così è arrivata la frenata (“ma il porto è stato immobile per anni”). La Regione sta spingendo per portare il testo in aula a metà marzo, nell’ultimo consiglio regionale disponibile prima del “periodo bianco” pre-elezioni. Riuscirà Rossi a superare le perplessità e a “regalare” a Livorno il piano prima delle Regionali? La corsa contro il tempo è iniziata.