Non ha confessato Aldo Moro. E non gli ha mai fatto avere documenti e oggetti nel “carcere” delle Br.  Così l’Arcivescovo Antonio Mennini, nunzio apostolico del Regno Unito, che a quanto scrisse Cossiga visitò lo statista sequestrato prima che fosse ucciso dalla Brigate rosse, ha testimoniato oggi di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta. Ma il sacerdote ricorda anche che le circostanze e i luoghi della confessione sono coperti “dalla legge divina” su cui nessuno può intervenire, nemmeno il Papa.

È stato infatti proprio Papa Francesco a prendere la decisione di far testimoniare don Mennini, scegliendo di rompere le regole dell’immunità diplomatica di cui godono i nunzi, per cercare  dopo 37 anni di  fare luce sui giorni di prigionia dello statista democristiano rapito dalle Brigate Rosse e trovato morto il 9 maggio 1978.

“Mai confessato Aldo Moro nella prigione delle Brigate rosse”, ha affermato Mennini di fornte ai parlamentari. “Purtroppo non ho avuto questa possibilità, ma nella coscienza dei miei doveri sacerdotali sarei stato molto contento di farlo. Non avrei difficoltà ad ammettere che sarei andato nel covo delle Br”. E se si fosse presentata un’opportunità del genere, ha aggiunto, “credete che sarei andato lì dove tenevano prigioniero Moro senza tentare di fare niente? Mi sarei offerto di prendere il suo posto, avrei tentato di intavolare un discorso o come minimo ricordare il tragitto fatto”.

“Ma poi – ha continuato – di che si doveva confessare il povero Moro?”. Mennini ha precisato che sulla confessione in ogni modo “non solo non si può dire nulla sui contenuti ma neppure sulle circostanze temporali e logistiche”, ha concluso.

La figura di don Mennini è cruciale in quanto considerata “ponte fra le Br e la Santa Sede, con l’obiettivo di salvare il prigioniero”. L’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ministro dell’Interno all’epoca del rapimento Moro ha raccontato che  “Don Antonello (come molti lo chiamavano, ndr) Mennini raggiunse Aldo Moro nel covo delle Brigate Rosse e noi non lo scoprimmo. Ci scappò don Mennini”.

Ma le dichiarazioni dell’arcivescovo non convincono Gero Grassi, deputato Pd e vicepresidente della commissione d’indagine: “Non era quello che mi aspettavo, non mi convince che lui non ci sia stato nel carcere brigatista”. Non ci sono elementi per smentire la versione di  Mennini ma “il percorso di questi anni ci spingeva a pensare che ci fosse stato un canale di ritorno e che qualcuno fosse stato da Moro. E ritenevamo fosse lui. Ora lui smentisce, dicendo che potrebbe essere stato un altro sacerdote, amico dei brigatisti. Ne prendiamo atto. Oggi viene fuori che è stata altra persona, la cercheremo”.