La differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani a dieci anni e il Bund tedesco (spread) è scesa a 90 punti base, il nuovo minimo dal maggio del 2010. Merito però soprattutto dell’aumento del tasso di interesse pagato dai Bund, salito a 0,392 per cento dallo 0,30 di giovedì. I Btp hanno invece chiuso la seduta a 1,3%, invariati rispetto al giorno prima. Il valore è lo stesso registrato il 27 febbraio, quando il “premio” richiesto dagli investitori per comprare debito italiano invece di quello tedesco ha sfondato al ribasso la soglia dei 100 punti per la prima volta da cinque anni.

Dopo la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti, scesa al 5,5% a febbraio dal 5,7% registrato a gennaio, il rendimento dei titoli statunitensi a due anni è aumentato dallo 0,63 allo 0,70% e il tasso dei Treasury decennali dal 2,11 al 2,22 per cento. Questo ha influenzato anche il Bund tedesco, innescando vendite. Di qui il calo del differenziale.