Il segretario federale del Carroccio, Matteo Salvini, è nero in volto quando entra nella sala del Gonfalone, al primo piano del Pirellone. Ha da poco incontrato Silvio Berlusconi nella sua residenza milanese di via Rovani, ma tace sul reale oggetto della discussione: “Abbiamo parlato di Milan – dice cercando di stemperare i toni – del centrocampo che fa acqua… poi domani sera c’è Verona-Milan e dobbiamo vincere”. Il pensiero corre subito al primo cittadino di Verona, Flavio Tosi, che da giorni sta tenendo sulle spine Salvini e la sua nuova Lega, paventando corse solitarie alle prossime regionali del Veneto, competizione nella quale la Lega sosterrà il governatore uscente Luca Zaia: “Chiunque non sostenga Zaia per me è fuori dalla Lega, non ci sono alternative in discussione”. E passa in secondo piano anche il reale oggetto della conferenza stampa convocata a Milano da Fratelli d’Italia, presente in forze nella sede della Regione Lombardia, con Giorgia Meloni e tutto il vertice per lanciare la manifestazione di Venezia, prevista per il 7 marzo (a cui Salvini non parteciperà)  di Alessandro Madron