Sembrava scoppiata la pace e invece è forse solo l’inizio della guerra interna alla Lega Nord. Lo sconfitto, per il momento, è il sindaco di Verona Flavio Tosi, che durante il consiglio federale del Carroccio ha votato a favore della candidatura in Regione Veneto di Luca Zaia (presidente uscente), ma è stato messo quasi spalle al muro dal partito guidato da Matteo Salvini. Tosi, infatti, è stato “esautorato” dal consiglio federale, secondo quanto riferisce l’Ansa: la Liga Veneta che il sindaco ha guidato fino ad oggi è stata affidata a un commissario ad acta, Gianpaolo Dozzo. Starà lì fino al voto per le Regionali. “Dozzo è un veneto che non è un commissario ma aiuterà Tosi, Zaia e Salvini a trovare una soluzione. E’ una questione veneta e decidono i veneti. Giovedì ci sarà il consiglio nazionale veneto” ha precisato il capogruppo della Lega in Senato, Gianmarco Centinaio. Proprio Dozzo era stato escluso (dopo 5 legislature) dalle liste di candidati alle Politiche 2013 per scelta di Tosi. Ma Salvini ha una lettura diversa: “Per quanto mi riguarda ha vinto il Veneto e non Salvini, ora si parte con i progetti” per far vincere Zaia “ricandidato all’unanimità”. Anzi, “quelli che si aspettavano spaccature o sfide varie sono rimasti male – ha aggiunto il segretario federale – Nessuno ha vinto in pieno, nessuno ha perso su tutta la linea, ma il movimento è compatto e ha un suo candidato in Veneto”.  “Oggi spero che sia stata posta la parola fine alle beghe interne – ha detto ancora Salvini in serata a Porta a Porta – in una Lega che cresce c’è tanto spazio per persone in gamba e Tosi è persona in gamba“.

 

Non solo: il consiglio federale, massimo organo decisionale della Lega, ha deciso l’incompatibilità tra il movimento del Carroccio e la Fondazione Ricostruiamo il Paese, presieduta proprio da Tosi, invitando quest’ultimo a scegliere. E’ questo, insomma, l’esito di quella che era stata annunciata come una resa dei conti: il sindaco veronese che ha usato l’arma delle espulsioni e dei commissariamenti rischia di fare la stessa fine. “Nel momento in cui una fondazione si mette contro la Lega – ha detto Centinaio – è normale che si debba poi scegliere. A questo punto ci sarà una settimana di tempo per gli iscritti a Lega e Fondazione per scegliere”. In sostanza il partito ha chiesto al primo cittadino di Verona di scegliere tra la Lega e la sua fondazione: “E’ una questione di coerenza e in base allo Statuto – conferma Salvini – tutti faranno la scelta più saggia: non prendo in considerazione ipotesi che qualcuno esca dalla Lega”. In ogni caso “ho chiesto, e il Federale mi ha dato mandato all’unanimità, che l’ultima parola sulle alleanze spetta a me”, ha detto ancora Salvini, parlando delle Regionali dopo il Consiglio federale. Anche sulle liste e candidature venete “Milano non ci mette becco – ha aggiunto – lascio tranquillamente libertà di scelta, ma si vota in cinque Regioni e devo garantire omogeneità“.

“Non ho in programma incontri né con Berlusconi né con Ncd – ha spiegato ancora Slavini – ribadisco sommessamente ed educatamente che l’alternativa a Renzi non si costruisce con chi governa con Renzi. Seguiamo il dibattito interno e FI – ha aggiunto – e una volta che si sarà concluso vediamo il da farsi e con chi”. Intanto, ha comunicato Salvini, il Consiglio federale ha “ratificato all’unanimità” le candidature a governatore dei leghisti Luca Zaia (Veneto), Edoardo Rixi (Liguria) e Claudio Borghi (Toscana).

“Rispettiamo questa decisione che serve a fare chiarezza”, il commento di Roberto Maroni. “Non è un ultimatum, è stata presa una decisione di incompatibilità in termini di statuto” e “ci sono state delle opinioni divergenti”, ha detto il presidente di Regione Lombardia. Tosi da parte sua “si è riservato di valutare alcuni episodi – ha spiegato Maroni – che sono stati citati come conferma di questa tesi però la decisone del federale è questa”. “Non è la prima volta – ha concluso il governatore lombardo – ci sono stati dei precedenti e quindi rispettiamo questa decisione che serve a fare chiarezza”.

Capitolo alleanze in vista delle Regionali. A Porta a Porta Salvini ha ribadito che “per quanto riguarda Fi non c’è nessuna preclusione, ci mancherebbe altro”. “Per Ncd – spiega ancora il segretario – se stiamo costruendo un’alternativa di governo, di vita, di politica a chi governa attualmente, tendenzialmente il buon senso vorrebbe che lo facessimo con chi non è al governo. I comunisti e i socialisti lo hanno sempre fatto? Non sono di profilo così alto”.

In serata arriva la presa di posizione di Tosi. “Oggi il Consiglio federale di Milano, secondo me, ha preso una decisione che è assolutamente inaccettabile – ha detto il sindaco – ora ne parlerò in consiglio nazionale della Liga Veneta“. “La facoltà di fare le liste per le regionali – ha osservato – è stata sottratta al Consiglio della Liga nel momento in cui si è deciso che in caso di decisioni non univoche la parola spetta a quello che è un commissario”. “Il Consiglio federale – ha proseguito il sindaco di Verona – ha preso una decisione ‘milanocentrica‘. Prendo atto, non la condivido e ragionerò sul da farsi”. Sull’aut aut a lasciare la Fondazione politica da lui oppure il partito, Tosi ha spiegato che “non era quello il tema. Era una cosa in prospettiva, anche se dà da pensare il fatto che sia stata posta adesso. Il punto è che di fronte alla Liga Veneta, la quale ha ribadito le delibere assunte dal Consiglio nazionale sulle liste, e alla non disponibilità del governatore Zaia a confrontarsi su quei punti, è stato deciso un commissario”. “Non è un fatto solo di dignità personale – ha concluso – ma di dignità politica della stessa Liga”.