Sulla lotta alla corruzione il governo si sta muovendo, ma per sfasciare. Ha fatto un mare di annunci, con parole truffaldine. Una presa in giro”. Così Antonio Di Pietro ai microfoni della trasmissione “Ecg Regione Lazio”, su Radio Cusano Campus. “L’unico provvedimento che è stato approvato” – spiega – “è stato quello sulla responsabilità civile dei magistrati che, per il nome roboante, colpisce l’immaginario collettivo. Bisognerebbe fare un seminario specifico, magari spiegato in dipietrese, su cosa stiamo parlando”. E aggiunge: “La norma è complessa, ma si fa credere che tutti i magistrati siano delinquenti e che finalmente giustizia è fatta. Così hanno detto quelli del governo. Invece la giustizia è fatta quando arresti i delinquenti, non fermando i magistrati che fanno il loro dovere”. L’ex leader dell’Idv continua: “In materia di lotta alla corruzione, dicono sempre ‘stiamo riflettendo’. Immaginatevi in sala operatoria il paziente sotto i ferri che dice al medico: “Che fa?”. E lui: “Sto riflettendo”. E intanto quello perde sangue. Basterebbero 4 o 5 norme: prescrizione interrotta col rinvio a giudizio, ripristino dell’art. 2621, cioè del falso in bilancio, ripristino del reato di concussione per induzione. E, in più, le prove raccolte nell’ambito di un processo in contraddittorio in pubblico dibattimento devono essere valide anche in tutti gli altri processi”. Poi osserva: “”Il ministro della Giustizia Orlando non capisce nulla di legge e di che parla. Tecnicamente è ignorante in materia, così come Renzi, che è pure laureato in giurisprudenza” di Gisella Ruccia