Stasera purtroppo dobbiamo aprire con un drammatico appello per una persona misteriosamente scomparsa. Si chiama Federica Mogherini”. Così Marco Travaglio apre il suo editoriale dedicato all’ex ministro degli Esteri del governo Renzi. “E’ stata avvistata l’ultima volta a Bruxelles il 30 agosto 2014” – continua – “quando fu promossa Alto Rappresentante degli affari esteri Ue e vicepresidente Commissione Juncker. Da allora non ha più dato notizie di sé. Chiunque la avvistasse per strada, in un bar, su un autobus, sotto un ponte, è pregato di comunicarlo alla nostra redazione che si incaricherà di inoltrarle ai familiari, alla presidenza del Consiglio e alla Commissione Ue, che ne han perso le tracce da 6 mesi”. Il direttore de Il Fatto Quotidiano sottolinea ironicamente: “Qualche amico gliel’aveva detto: ‘Fede, guarda che ti stanno fregando, l’Europa non ha una politica estera, e se ce l’avesse non la darebbero a te’. Ma lei niente, non dava retta. A novembre però cominciò a sospettare. C’era da gestire la prima patata bollente: il negoziato a Vienna sul nucleare militare in Iran. Lady Pesc si mette tutta in ghingheri, vestito buono, valigie pronte, quando le dicono: ‘Stai pure a casa, viene la Lady Pesc uscente, la baronessa inglese Catherine Ashton, che ne sa di più’. Dagospia iniziato a canzonarla chiamandola Moscerini“. Travaglio elenca quindi i risultati sconfortanti del mandato di Federica Mogherini, soffermandosi sulla questione della Libia: “Il 5 febbraio la Mogherini accende la tele e vede la Merkel e il presidente francese Hollande che vanno a Kiev e Mosca da Putin per parlare di Ucraina, poi la Merkel vola da Obama. E lei? Niente, ma non per cattiveria: si son proprio scordati di invitarla“. E aggiunge: “Scoppia la crisi libica, l’Isis annuncia: siamo a sud di Roma, stiamo arrivando. Lei prepara una risposta europea. Ma anche stavolta le passano davanti tutti. Hollande è pronto alla guerra. Renzi indossa kepì e moschetto. Gentiloni: “L’Italia è pronta ad agire”. Gasparri vuole schierare le navi. Berlusconi offre massimo appoggio: ha un esercito di olgettine mercenarie pronte a tutto. Giuliano Ferrara al segnale convenuto è pronto a sganciarsi su Tripoli come arma chimica