Firme annunciate e poi smentite. Voci di costo che compaiono, scompaiono e a sorpresa saltano di nuovo fuori. Il Galliera di Genova diventa sempre più l’ospedale dei misteri. Da mesi i vertici del Pd della regione Liguria danno per scontata ed imminente l’approvazione del nuovo progetto che prevede una nuova struttura sanitaria accanto ai padiglioni originari e la conversione a residenziale di alcuni edifici esistenti per fare cassa. Ma alle dichiarazioni non seguono mai i fatti. L’ultimo caso è di oggi. Il vicepresidente e assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo, contattato da ilfattoquotidiano.it, prevede per il pomeriggio la firma di un protocollo di intesa tra il governatore Claudio Burlando, il ministro Beatrice Lorenzin e i rappresentanti dell’ospedale presieduto niente meno che dall’arcivescovo Angelo Bagnasco. Ma da ministero e Galliera non arriva alcuna conferma, mentre Burlando riferisce ai giornalisti di un’intesa siglata “per via telematica” solo con l’ospedale: “La firma del ministro arriverà a breve”.
Poca trasparenza anche sul piano economico finanziario. Le ultime carte, inviate qualche settimana fa dalla Regione al Comune, contengono un documento dello scorso aprile in cui si parla di un consistente investimento per la ristrutturazione di alcuni padiglioni storici. Un particolare che nove mesi fa aveva evidenziato il rischio di un buco da 17 milioni di euro, smentito in tutta fretta dal cda dell’ospedale che aveva dichiarato da un giorno all’altro i lavori non più necessari.

Mistero su mistero. E pensare che settimana prossima i consiglieri comunali inizieranno la discussione sull’approvazione del piano urbanistico e dovranno decidere se metterci dentro o meno il nuovo Galliera. Un sì che deve aggiungersi a quello della Regione. E che i consiglieri dovranno valutare al buio, visto che un vero progetto, sinora, nessuno l’ha visionato. La storia dell’ospedale della Curia, che fa parte del Servizio sanitario nazionale, si trascina da anni. Tra una sentenza del Tar che blocca il progetto e una del Consiglio di Stato, che poco più di un anno fa ribalta la sentenza riaccendendo gli appetiti immobiliari. Il progetto prevede infatti, accanto alla costruzione della nuova struttura sanitaria, la conversione di alcuni edifici oggi destinati ai servizi per malati in 20mila metri quadri di nuovi appartamenti e negozi. Una speculazione vera e propria, per il comitato di cittadini che da sempre si oppone alla creazione di nuovi alloggi in un quartiere, quello di Carignano, già saturo. L’unico modo per finanziare un ospedale più moderno e funzionale, sostengono i vertici del Galliera.

Proprio quello economico è uno dei nodi irrisolti. Dopo una serie di ridimensionamenti che ridurranno i posti letto a circa 300-400, numero che varia a seconda delle dichiarazioni e dei documenti a cui si dà ascolto, il progetto costerà oltre 130 milioni di euro: 52 arriverebbero da fondi statali già a disposizione della regione, circa 50 dalla vendita delle parti trasformate in residenziale, 30 milioni da un mutuo. Montaldo nega che i continui rinvii all’ok definitivo della regione derivino dai dubbi degli uffici tecnici a vidimare qualcosa che la Corte dei conti ha già bocciato in via preventiva, perché aggiungerebbe nuovi debiti a un bilancio in difficoltà. Nessun problema – sostiene l’assessore – a dare l’ok al piano economico finanziario, che arriverà dopo l’intesa con il governo.

Ma la questione dei finanziamenti rimane aperta. E la partita si giocherà tutta a sinistra, visto che il Pd governa sia la Liguria che Genova. In comune, di dubbi sul progetto, ne affiorano diversi. Il vicesindaco Stefano Bernini, che ha la delega all’Urbanistica, ne elenca almeno tre: “A causa della crisi del settore immobiliare – spiega – non credo si potranno incassare 50 milioni di euro dalla vendita degli edifici convertiti in residenziale. Genova poi, più che di un nuovo Galliera, ha bisogno di un ospedale nel Ponente. E rimane da valutare lo scavo necessario per costruire la nuova struttura, dal momento che il piano urbanistico in via di approvazione prevede che non si superino i 10 metri sottoterra, vista la fragilità del nostro territorio”. La posizione della giunta guidata da Marco Doria è di subordinare l’approvazione del progetto a un accordo di programma in cui regione e Galliera chiariscano da dove vengono le risorse e in cui venga allegato un piano sanitario regionale. Tutt’altro che scontato, dunque, cosa farà il Pd in consiglio, tanto più che in città si sentono ancora le conseguenze dello scontro alle primarie tra la delfina del governatore, Raffaella Paita, e Sergio Cofferati.

Contrari al nuovo Galliera sono Sel e Fds, mentre Clizia Nicolella della lista Doria annuncia la presentazione di un emendamento “per riportare tutta l’area a servizi ospedalieri, poi quando si avrà il progetto e si farà l’accordo di programma ci riserveremo di cambiare la destinazione d’uso”. Comunque vada, il comitato dei cittadini promette già battaglia al Tar: “Dopo tutto quello che è successo a Genova con le ultime alluvioni – dice la portavoce Paola Panzera – è assolutamente inattuale fare uno scavo delle dimensioni previste, per di più vicino a un ospedale funzionante e a palazzi abitati”.
Twitter: @gigi_gno