“Molti nemici, molto onore”. Firmato Carlo Ancelotti. Che ha pensato bene di citare Benito Mussolini per ‘difendere’ Arrigo Sacchi dopo le critiche piovutegli addosso a causa di una dichiarazione inopportuna. “Troppi giocatori di colore nelle squadre Primavera” aveva detto il tecnico di Fusignano, una frase peraltro smentita dai numeri (su 1.154 tesserati i neri africani in campo sono 54, ovvero il 4,67 per cento) e condannata in tutto il mondo come razzista. A difesa del suo vecchio maestro, però, è intervenuto l’attuale allenatore del Real Madrid. E la toppa è stata, se possibile, peggio del buco. Alle telecamere di Mediaset, infatti, Ancelotti per solidarizzare con Sacchi ha fatto sua una frase celebre usata da Benito Mussolini e dai suoi accoliti, che è poi diventata uno dei più noti slogan del neofascismo italiano.

Sacchi, dal canto suo, all’indomani della gaffe ha rilasciato diverse interviste per spiegare come la sua frase sui troppi neri nel calcio fosse stata male interpretata, perché lui non è razzista “avendo fatto giocare Rijkaard e avendo molti amici neri”. Anche Carlo Ancelotti, raggiunto dalla Gazzetta dello Sport, ha tentato l’auto-smentita: “Nella mia frase non c’era nulla minimamente avvicinabile agli ideali del fascismo e a personaggi come Mussolini – ha spiegato l’ex tecnico di Milan e Juventus -. Ho sempre attribuito quelle parole a Giulio Cesare, quindi ci tengo a precisare che non condivido assolutamente certi valori. Volevo soltanto esprimere la mia solidarietà e vicinanza a un caro amico come Arrigo Sacchi”. Se Ancelotti voleva rivelare una sua improvvisa passione per la storia antica, ai tempi dell’Impero Romano e di Giulio Cesare, a discapito di quella moderna e del ventennio fascista, non gli è andata benissimo.

La frase “molti nemici, molto onore” è infatti erroneamente attribuita al De Bello Gallico di Giulio Cesare, dove al massimo è scritto “dopo aver ucciso molti nemici ed essersi procurati grande onore”. Ed è invece stata usata sicuramente in diverse occasioni da Benito Mussolini, tanto da divenirne una delle sue frasi più famose. Sui social network diversi utenti hanno fatto notare come difendere un amico accusato di razzismo con una frase fascista sia un gesto che si commenta da solo. E la notizia, come per le parole di Sacchi, ha fatto il giro del mondo.

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