Vendere musei e immobili per completare la mia ‘Nuvola’? E’ una follia. Lo Stato non può ricomprare cose che sono già sue”. Sono le parole dell’architetto Massimiliano Fuksas ai microfoni di Radio Cusano Campus, nel format ‘Ecg Regione’, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. “Innanzitutto” – afferma – “il governo deve nominare un commissario per gestire la fine dell’anomalia Eur spa, con un quartiere che è al 90% proprietà dello Stato, e poi dare un finanziamento per finire quest’opera. Il centro congressi darà lavoro a molta gente. Non è vero che i costi siano aumentati nel corso degli anni. E’ una balla che fa bene alle comari che a Roma e in Italia non mancano. La cifra” – continua – “è rimasta quella di partenza, 280 milioni, e non si è mai arrivati neanche a questa cifra. Io avevo un budget e l’ho rispettato. L’Italia ormai sembra un paese del profondo Sud America, tra problemi, comari e pettegolezzi in cui non manca l’invidia”. Il creatore del centro congressi dell’Eur risponde duramente alle critiche del presidente di Eur spa, Pierluigi Borghini: “Lui è uno che doveva continuare a fare il lampadinaro. Lui sapeva fare quello, le lampadine, poi si è improvvisato politico, ed è diventato manager. E’ un nulla, un personaggio che non ha spessore, non merita neanche risposta. Sono i trombati della politica che ci ritroviamo poi purtroppo a gestire cose importanti che non hanno mai fatto”. Meno caustici invece i toni sul sindaco Ignazio Marino: “E’ stato impavido quando ha deciso di candidarsi. Roma è una città difficile, viene da un’incuria di trent’anni, è una specie di baraccone. Fare il sindaco a Roma è un’impresa quasi impossibile, è una cosa che non si augura nemmeno al peggior nemico”