L’esito era scontato ormai da tempo, ora è arrivata l’ufficializzazione. A Bologna, uno dei pochi casi in Italia, il segretario provinciale Pd non è della corrente del segretario Matteo Renzi, ma vicino alla minoranza di Gianni Cuperlo. Francesco Critelli, capogruppo in Comune, è diventato il nuovo portavoce del partito nel capoluogo. L’assemblea provinciale, composta da 400 delegati, lo ha eletto con 245 voti, il 69%. L’attuale vicesegretario Marco Lombardo ha preso 89 voti, il sindaco di Molinella Dario Mantovani, spinto dall’ala che fa riferimento al consigliere regionale Giuseppe Paruolo, 31 preferenze. Sette le schede nulle o bianche.

Critelli, vicino al deputato Andrea De Maria e sostenuto dall’establishment del Pd, succede come segretario della federazione più importante del partito emiliano-romagnolo a Raffaele Donini, diventato assessore nella giunta regionale guidata da Stefano Bonaccini. Tanti gli endorsement a favore di Critelli, dalla presidente dell’Assemblea legislativa regionale Simonetta Saliera al deputato Andrea De Maria, fino all’assessore al Marketing del Comune Matteo Lepore.

La federazione bolognese è una delle poche in Italia ad avere eletto un segretario non renziano. Del resto i circoli bolognesi votarono a maggioranza per Cuperlo nel congresso per eleggere il segretario nazionale. Ma il dato politico più evidente è la forte spaccatura tra i renziani, tanto che molti, nel Pd, parlano di “morte dell’area renziana”. Nella partita per eleggere il segretario, infatti, si sono divisi addirittura in tre sottocorrenti: i sostenitori di Mantovani, quelli di Lombardo e quelli che, pur essendo renziani, hanno votato per Critelli, come l’area che fa capo al sindaco di Castenaso, Sermenghi. In più Lombardo ha incassato un risultato oltre le attese che conferma il fenomeno dei franchi tiratori che, nel segreto dell’urna, hanno votato lui invece che Mantovani. Ne è prova il fatto che nonostante avesse raccolto 50 firme per candidarsi, ha ottenuto 89 voti, mentre Mantovani ha avuto meno voti delle firme di sostenitori raccolte.

“Questi numeri ci consegnano un cambiamento dei rapporti di forza in atto – ha detto Lombardo – la partita parte da domani, sono convinto che se ci fosse stato un congresso il risultato sarebbe stato diverso”. Il vice-segretario, infatti, ha insistito fino all’ultimo perché si tenesse un congresso che facesse decidere gli iscritti, invocandolo anche in assemblea ma i delegati hanno votato a maggioranza (con 242 voti a favore) un ordine dei lavori che stabilisse la votazione dei candidati da parte degli stessi delegati. Su questa decisione, però, l’assemblea si è divisa e in 110 voti hanno votato contro, tra cui il sindaco Virginio Merola, sostenitore di Critelli ma favorevole al Congresso. “Continuo a credere che sia importante un dibattito sui temi – ha detto Merola – ma adesso con la fase costituente nei circoli questo dibattito si farà”.
Parlando dal palco, Merola non ha lasciato dubbi riguardo alle sue intenzioni per il futuro: “La mia ricandidatura è in campo e a disposizione del partito, mi batterò per questa prospettiva”. Insieme al sindaco a favore del congresso ha votato anche Filippo Taddei, responsabile dell’economia nella segreteria nazionale del Pd.
Alla fine, però, l’assemblea ha scelto di procedere alla votazione e alle 12 si sono aperti i seggi. Lombardo, che aveva dichiarato nei giorni scorsi che, se non si fosse andati a Congresso non si sarebbe candidato, ha deciso, a questo punto, di correre ugualmente per la poltrona di segretario. Con il risultato ottenuto (circa il 25% dei voti) il vicesegretario si accredita comunque come capo dell’area renziana a Bologna. A sostenerlo, però, non solo renziani ma anche molti civatiani come il consigliere regionale Mumolo e la vicepresidente del Pd Sandra Zampa. Così, senza l’appoggio diretto dei vertici del partito, Lombardo è riuscito a prendere comunque 89 preferenze, attraendo consensi anche tra i cuperliani e gli ex Margherita.

“Probabilmente sono il segretario più giovane della storia del Pd bolognese (il neo-segretario è nato a Catanzaro nel 1978, ndr) – ha dichiarato a caldo Critelli – e vorrei cogliere la sfida di un rinnovamento generazionale insieme a Dario Mantovani e Marco Lombardo, che sentirò nei prossimi giorni per capire come ricominciare tutti insieme”. Per la nuova segreteria Critelli già pensa a una “delega sulla legalità con specifica declinazione per la lotta alla criminalità organizzata”. “Io sono cresciuto in un posto in cui la criminalità organizzata decide tutto – ha spiegato – per questo metterò tutte le mie energie per dichiarare una guerra senza quartiere alla mafia, soprattutto dopo i risultati dell’inchiesta Aemilia”.

Critelli si prepara poi ad “affrontare le impegnative sfide che attendono il partito” a partire “dalle elezioni amministrative del 2016” contando sulle “migliori intelligenze di tutti”. Nel suo discorso post elezione ha dedicato un ricordo a Maurizio Cevenini e Giacomo Venturi, i due esponenti del Pd scomparsi. A Critelli sono arrivati via twitter gli auguri del capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza: “Ha tutte le qualità per fare molto bene”. Anche la presidente dell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Simonetta Saliera ha fatto i complimenti al neo-segretario: “Da domani bisogna lavorare nei circoli perché quanto è stato condiviso come programma venga attuato, tenendo presente che il primo compito della politica è dare risposte alla fatica del vivere quotidiano delle persone”.

Intanto sui social si sfogano quelli che avrebbero voluto vedere un congresso in cui gli iscritti scegliessero il loro segretario. Tra loro l’ex consigliera provinciale Daniela Vannini. “Se ripenso all’ultimo anno del Pd bolognese e a questa fase in particolare, mi sento sempre più demoralizzata” scrive. “Credo veramente che Bologna meriti di meglio, così come i nostri iscritti ed elettori. E credo che gran parte di questo gruppo dirigente si stia occupando solo della propria autoconservazione e non di riconquistare la fiducia dei cittadini dando un futuro e progetti seri a questo territorio”. Polemico anche Francesco Errani, consigliere comunale renziano, che ha postato una foto su Twitter in cui i delegati con diritto di voto sono in pochi nella sala dell’Estragon, commentando: “Imbarazzante…la partecipazione per eleggere il nuovo segretario”. Su 400 delegati, in realtà, hanno votato in 377, oltre il 90%.

Foto dal profilo Twitter di Francesco Pierantoni